Buone pratiche per la tutela dei bambini e degli adolescenti fuori dalla famiglia

Quando parliamo di misure di tutela dei bambini e degli adolescenti fuori dalla famiglia pensiamo a quell’insieme di interventi e servizi – con carattere di continuità – realizzati per garantire o offrire ai destinatari un contesto di vita e di crescita di tipo familiare, quando la loro famiglia d’origine non è in grado, temporaneamente o in modo permanente, di far fronte alle esigenze e ai bisogni affettivi, educativi e anche materiali, espressi dai minori.

 

Garantire una tutela ai bambini che vivono fuori dalla propria famiglia significa però anche lavorare perché la famiglia di origine recuperi, quando è possibile, le proprie competenze genitoriali e possa validamente occuparsi della crescita dei propri bambini. Tale obiettivo richiede un’azione di portata generale, che tenga conto del fatto che le modalità di gestione e gli approcci educativi delle strutture residenziali “classiche” sono ormai superati e non risultano più in grado oggi di rispondere adeguatamente ai bisogni dei minori e delle eventuali famiglie.

 

L’analisi di questa area ha perciò privilegiato quegli interventi sperimentali di carattere innovativo che mirano ad assicurare l’accoglienza all’infanzia e all’adolescenza e allo stesso tempo valorizzano la responsabilità educativa di una famiglia o di un gruppo di famiglie o di una rete integrata di servizi.