Città riservatarie

La legge 285/1997 (art. 1, comma 2) garantisce una quota riservata dei fondi stanziati per le politiche per l'infanzia e l'adolescenza alle cosiddette Città riservatarie vale a dire 15 grandi città metropolitane: Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Taranto, Torino, Venezia.
Le quindici città hanno da sempre costituito una sorta di “nucleo fondante” per le politiche della legge 285 e hanno rappresentato anche un piccolo “laboratorio” in materia di infanzia e adolescenza. Con il contributo del Centro nazionale, le Città mantengono una rete di relazione e di collaborazione stabile, al fine di scambiare esperienze, informazioni.

La quota riservata

Questo diverso trattamento nella gestione dei fondi si concretizza attraverso un meccanismo particolare di accreditamento. Dai fondi dell’anno 2010 questo meccanismo prevede non più l’ordine di accreditamento attraverso la figura di un funzionario delegato ma una nuova forma di ordine di pagamento (OP) con la quale il Governo accredita direttamente sul bilancio comunale i fondi, velocizzando così l'iter di accreditamento e liberando la Città riservataria dall'obbligo di utilizzo del fondo entro il 31 dicembre dell'anno in corso.

I progetti

I progetti realizzati nelle Città grazie ai finanziamenti a loro dedicati dalla legge 285 sono raccolti dall’anno 2008 in una specificaBanca dati progetti 285 per l'infanzia e l'adolescenzache consente di monitorarli e valutarli oltre che renderli disponibili alla consultazione web.
La raccolta dei progetti e il loro inserimento in banca dati possono essere effettuati direttamente dalle Città riservatarie attraverso l’accesso riservato che consente l’implementazione e la modifica dei dati, incrementando la collaborazione, il confronto e lo scambio tra le esperienze locali.
La struttura della banca dati permette sia elaborazioni quantitative, anche di tipo statistico, sia analisi a carattere qualitativo, utili a rappresentare in modo chiaro e sintetico la progettazione 285 nelle 15 Città riservatarie.

Il Tavolo di coordinamento

Il Tavolo di coordinamento tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Città riservatarie si fonda sui principi del metodo di coordinamento aperto che consente di mettere al centro le esperienze, farle incontrare e dialogare nell’intento di condividere opportunità di tragitto comune tra istituzioni.
In questo contesto si inseriscono gli incontri tecnici per le Città riservatarie finalizzati a creare uno spazio di confronto sia sugli aspetti finanziari sia su quelli relativi alle politiche per l’infanzia attraverso il rafforzamento e/o la revisione della progettazione 285.

 

Referenti delle Città riservatarie
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Banca dati progetti 285 per l'infanzia e l'adolescenza nelle Città riservatarie