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Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Miur) ha di recente presentato le Linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Il documento, realizzato da un gruppo di esperti del Miur, «ha lo scopo di dare continuità alle azioni già avviate dalle istituzioni scolastiche e non solo, arricchendole di nuove riflessioni».
Alla stesura del testo hanno collaborato circa trenta enti e associazioni aderenti all'Advisory board dell'iniziativa Safer internet centre, coordinata dal Ministero.

Le Linee guida sono suddivise in sei capitoli. Il primo riporta alcune considerazioni sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, il secondo si sofferma sul tema della sicurezza in rete e il terzo riguarda le politiche di intervento del Ministero. Gli altri tre capitoli sono dedicati, rispettivamente, all'organizzazione territoriale, alle azioni delle scuole rivolte agli studenti e alle loro famiglie e alla formazione degli insegnanti.

Il documento prevede, fra l'altro, una “riorganizzazione della governance”, con il trasferimento delle funzioni attualmente svolte dagli Osservatori regionali ai Centri territoriali di supporto (Cts). La scelta di affidare ai Cts le azioni di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, si spiega nel testo, «è basata sulla considerazione che questi fenomeni coinvolgono soggetti, bulli e vittime, che vivono in una situazione di forte disagio e che richiedono particolari attenzioni. I cosiddetti bulli e cyberbulli, infatti, si possono configurare, alla stregua delle loro vittime, come adolescenti che necessitano dell'azione coordinata della comunità educante, almeno in alcune fasi del loro percorso scolastico, per far fronte alle esigenze educative speciali che richiedono misure necessarie per un loro recupero sia da un punto di vista educativo che sociale».

I Cts sono punti di riferimento per le scuole e coordinano le proprie attività con province, comuni, associazioni e altri soggetti, «assicurando efficienza ed efficacia nella gestione delle risorse disponibili e nell'offerta di servizi per gli alunni con bisogni educativi speciali e, dunque, anche per alunni attori e/o vittime di episodi di bullismo, cyberbullismo, stalking e cyberstalking».

Secondo quanto previsto dalle Linee guida, inoltre, le scuole hanno il compito di realizzare interventi mirati alla prevenzione dei due fenomeni e di integrare l'offerta formativa con attività finalizzate alla prevenzione e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. (bg)