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In Italia aumentano i posti nei nidi d'infanzia, che passano da 210.541 nel 2008 a 314.741 nel 2015, per una percentuale di copertura che dal 12,5% di sette anni fa arriva al 21,1% dell'anno scorso. Più in generale cresce il sistema il sistema dei servizi che passa da 234.703 posti del 2008 a 331.600 del 2015. In questo quadro, il nido è la tipologia di servizio che maggiormente interessa le famiglie. Sono questi alcuni dei dati riportati nel nuovo Rapporto di monitoraggio del Piano di sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, realizzato da un gruppo di esperti costituito a cura dell'Istituto degli Innocenti di Firenze, nell'ambito dei programmi del Centro nazionale definiti da parte del Dipartimento per le politiche della famiglia d'intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Dal rapporto emerge che quando i nidi sono diffusi in modo significativo sul territorio l'accesso anticipato alla scuola d'infanzia è davvero marginale che al contrario diventa prevalente nei casi di carente offerta di nido come avviene nell'Italia meridionale.

I dati di monitoraggio emersi dal rapporto dicono inoltre che l'offerta di servizi educativi che accolgono bambini nei primi tre anni di vita è più ampia e meno frammentata nelle diverse aree territoriali di quanto non lo fosse qualche anno fa, questo cambio di passo è da attribuire alle forme di incentivazione governativa del “piano nidi” insieme al fenomeno degli accessi anticipati alle scuole dell'infanzia.

Il rapporto analizza anche la relazione tra pubblico e privato nel sistema dell'offerta di servizi all'infanzia: quelli a titolarità privata rappresentano una percentuale importante e crescente. Nel caso della tipologia del nido le unità di offerta a titolarità pubblica sono il 39.8%, percentuale che sale al 52.7% se si considerano tutti i posti offerti. Per quanto riguarda o servizi integrati le unità di offerta a titolarità pubblica sono il 25.1% ma diventano il 33.3% se si considera il totale dei posti disponibili.

Dal rapporto emerge infine chiaramente che l’andamento evolutivo del sistema dell’offerta dei servizi – letto in particolare attraverso la doppia misura della sua potenzialità ricettiva complessiva e della sua reale potenzialità di accoglienza dei bambini – mostra di essere proporzionale al fatto che la politica pubblica sostenga il sistema attraverso la copertura di una buona parte dei suoi costi di gestione, indipendentemente dalla natura dei soggetti pubblici o privati coinvolti nell’attivazione e gestione dei servizi.