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Il 15 gennaio scorso, a Palermo, si è svolta la tavola rotonda Enhancing respect for children's rights in the EU Agenda on migration, organizzata dall'Unicef. L'incontro ha rappresentato l'occasione per avviare un confronto tra esperti, rappresentanti di istituzioni europee e italiane e di organizzazioni non governative sul tema della protezione dei diritti dei minori migranti e rifugiati che arrivano in Europa, e per presentare il documento Palermo Call to action for refugee and migrant children.
Sono intervenuti, fra gli altri: Paolo Rozera, direttore generale dell'Unicef Italia; Caterina Chinnici, copresidente dell'Intergruppo sui diritti dell'infanzia del Parlamento europeo; Jamil Addou, dell'Easo; Tosca Vivarelli Uguccioni, della Commissione europea.
«L'Unicef ha organizzato questo primo incontro per affrontare le specifiche esigenze di protezione dei bambini e dei ragazzi nel contesto dell'Agenda UE sulle migrazioni e per formulare proposte al fine di rafforzare l'impegno comune delle istituzioni e delle organizzazioni impegnate nella tutela dei minorenni migranti e rifugiati che arrivano in Europa», ha detto Rozera.
Il documento Palermo Call to action for refugee and migrant children, lanciato dall'Unicef e dall'Intergruppo sui diritti dell'infanzia del Parlamento di Strasburgo, è un decalogo di priorità per la tutela dei diritti dei bambini e adolescenti migranti e richiedenti asilo all'interno degli “hotspot”, i punti di identificazione e accoglienza introdotti dall'Agenda europea sulla migrazione.  
L'Appello di Palermo, rivolto agli operatori degli hotspot, contiene una serie di raccomandazioni, fra le quali: protezione e cure garantite ai minorenni durante le fasi di salvataggio e trasferimento; nessuna forma di detenzione collegata allo status di migrante; diritto di richiedere protezione internazionale; conformità delle strutture di accoglienza agli standard minimi per la tutela di bambini e adolescenti; pieno rispetto del fondamentale principio del superiore interesse del bambino.

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