Ricerca per parola chiave

Spesso sono i libri per bambini i testi più ricchi di immagini dense di stereotipi di genere. Il premio letterario Narrare la parità parte da questa considerazione, con l'intento di far riflettere su un argomento poco dibattuto e offrire ai piccoli lettori e alle piccole lettrici «un immaginario alternativo a quello tradizionalmente veicolato dalla letteratura per l'infanzia».

La sfida lanciata ai partecipanti al concorso, promosso dall'associazione Woman to be in collaborazione con la rivista Andersen e altre realtà, è infatti quella di creare delle storie che propongano «dei modelli alternativi di femminilità e mascolinità e nuove relazioni di genere, improntate all'interscambiabilità dei ruoli e delle caratteristiche psicologiche e comportamentali dell'uno e dell'altro sesso».

Il premio, alla sua prima edizione, si rivolge ad autori di libri per l'infanzia di età superiore ai diciotto anni, invitandoli a presentare, entro il prossimo 10 aprile, testi narrativi per bambini da zero a sei anni, inediti e scritti in lingua italiana. Il tema dovrà essere coerente con le linee guida indicate nel bando: «fornire rappresentazioni equilibrate delle differenze, sia nella frequenza con la quale i due generi vengono rappresentati ma anche nel grado e nell'importanza delle attività svolte; promuovere la formazione a una cultura della differenza di genere: le donne devono essere visibili in una molteplicità di ruoli perché occorre offrire modelli di identificazione positivi alle ragazze; ripensare il linguaggio evitando l'uso di stereotipi sessisti, smascherando il presunto carattere neutro dell'informazione». Gli elaborati, inoltre, dovranno avere una lunghezza compresa tra le 1500 e le 3000 battute, spazi inclusi, e seguire le altre modalità di partecipazione, indicate, nel dettaglio, nel bando. Fra i premi in palio per il vincitore, una somma di 500 euro.

I principi ispiratori di Narrare la parità sono quelli su cui si fonda il Codice di autoregolamentazione per gli editori redatto nell'ambito del progetto europeo Polite (Pari opportunità nei libri di testo), realizzato tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del Duemila. Il codice delinea alcune linee guida per gli editori affinché la prospettiva di genere divenga criterio orientativo nella stesura dei libri di testo.

Per approfondimenti sul tema del rapporto tra educazione e questioni di genere, si rinvia all'intervista a Irene Biemmi, autrice del volume Educazione sessista. Stereotipi di genere nei libri delle elementari, pubblicata nella rivista del Centro nazionale Cittadini in crescita 1/2011. Un capitolo del volume di Biemmi è dedicato proprio al progetto Polite. (bg)