Progetto nazionale per l’inclusione e l'integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti

Promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e svolto in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Progetto per l’inclusione di bambini e adolescenti rom, sinti e caminanti si avvia per il 2014/2015 alla seconda annualità del percorso sperimentale avviato nel 2013 assieme  alle Città Riservatarie (ex lege 285/97) di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia.  Nel 2013/14 hanno partecipato anche le città di Cagliari e Milano.
Cliccando sulla mappa sottostante potete accedere alle attività svolte nell'ambito del progetto nazionale nelle singole Città.

 

 

Il progetto si pone all’interno di una cornice istituzionalmente condivisa, costituita dalla Strategia nazionale d’inclusione dei rom, sinti e caminanti 2012-2020, dal Terzo Piano biennale nazionale di azioni e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva e dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo.
Le finalità generali dell'iniziativa sono quelle di favorire processi di inclusione dei bambini e adolescenti RSC, promuovere la disseminazione di buone prassi di lavoro e di saperi e costruire una rete di collaborazione tra le città riservatarie che aderiscono alla sperimentazione. Il progetto si pone l'obiettivo di lavorare attraverso attività che coinvolgano i due principali ambiti di vita dei bambini e adolescenti RSC: la scuola e il contesto abitativo (spesso il cosiddetto “campo”).

Nella scuola. Partendo dall’esperienza e dal riconoscimento delle grandi capacità che in questi anni la scuola ha messo in campo per rispondere alle mutate caratteristiche dell’utenza e ai cambiamenti sociali, il progetto si è posto l'obiettivo di offrire strumenti affinché la stessa diventi ancora più capace di sostenere le scelte delle famiglie RSC di investire in istruzione, di essere più inclusiva per tutti e di essere luogo di partecipazione effettiva di tutti gli alunni e delle loro famiglie, nello specifico degli alunni e delle famiglie RSC. Una particolare attenzione è data al miglioramento del clima scolastico nelle sue due componenti legate all’interazione fra soggetti diversi e a elementi di tipo organizzativo e gestionale della classe, puntando su strumenti quali il cooperative learning, il learning by doing e le attività laboratoriali.

Nel contesto abitativo. Il lavoro nel campo o negli altri contesti abitativi dei bambini è stato finalizzato a integrare gli obiettivi di successo scolastico con quelli volti alla promozione del benessere complessivo del bambino in relazione alla sua famiglia. Le attività hanno cercato quindi di rafforzare il lavoro realizzato a scuola, ma anche di favorire l’accesso ai servizi locali delle famiglie coinvolte e promuovere percorsi di tutela della salute.