





La Convenzione ONU sui diritti del fanciullo adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni unite il 20 novembre 1989 rappresenta il documento di riferimento a livello internazionale per la promozione e la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, attuato nel nostro ordinamento nazionale attraverso la legge di ratifica n. 176 del 1991.
La Convenzione è un documento giuridicamente vincolante che richiede agli Stati che come l’Italia l’hanno recepita nel loro ordinamento giuridico di darvi effettiva implementazione.
L’organismo specifico che vigila sull’attuazione della Convenzione è il Comitato ONU sui diritti del fanciullo: istituito su disposizione della stessa Convenzione, il Comitato, composto di esperti provenienti da diverse regioni del mondo, esamina i rapporti nazionali che periodicamente gli Stati ratificanti sono tenuti a elaborare e a sottoporre alla sua attenzione.
Il Rapporto periodico nazionale, da redigersi sulla base di uno schema generale appositamente predisposto dal Comitato ONU (Linee guida generali per i rapporti periodici - 2005), è uno strumento attraverso il quale ogni singolo Stato fornisce informazioni sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza sul proprio territorio e rende conto degli interventi governativi approntati e messi in atto con l’obiettivo di darvi piena attuazione.
L’Italia ha consegnato al Comitato ONU nel gennaio 2009 il suo terzo e quarto rapporto periodico sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese, pubblicato in lingua italiana con il titolo Diritti in crescita.