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La violenza, nelle sue diverse forme, continua a colpire in misura maggiore le bambine e le ragazze, più vulnerabili perché costrette a subire una doppia discriminazione, di età e di genere. Un quadro aggiornato delle varie sfaccettature del fenomeno è riportato nel dossier La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo 2014, curato da Terre des hommes e realizzato nell'ambito della campagna Indifesa.

Il dossier - presentato a Roma il 9 ottobre scorso durante la conferenza Indifesa, a cui hanno partecipato rappresentanti di istituzioni e dell'organizzazione curatrice del volume, attiviste per i diritti delle bambine e delle ragazze ed esperti di comunicazione - è suddiviso in dieci capitoli, che analizzano diversi aspetti: gli aborti selettivi e le discriminazioni alla nascita; la malnutrizione e la mortalità materno-infantile; l'accesso all'istruzione; la doppia discriminazione subita dalle bambine disabili; il lavoro domestico, i lavori pericolosi e il turismo sessuale tramite webcam; i matrimoni precoci; le bambine e i disastri naturali; la gravidanza e la salute riproduttiva; la violenza contro le bambine e le ragazze in Europa e in Italia; la violenza e gli stereotipi di genere (quest'ultimo capitolo contiene alcuni dati tratti da due indagini sul tema condotte da ScuolaZoo per Terre des hommes, che hanno coinvolto gli studenti delle scuole secondarie).

La fotografia scattata dal rapporto rivela che le violazioni dei diritti delle più giovani sono ancora molto diffuse, nel mondo. 515 milioni di bambine vivono in condizioni di povertà, mentre le bambine mai nate, risultato dell'atroce pratica degli aborti selettivi in Cina, India e altri Paesi del Sud-Est asiatico e Caucaso, sono oltre 100 milioni. Il fenomeno dei matrimoni precoci coinvolge, ogni anno, circa 14 milioni di bambine e ragazze.

Altri dati che fanno riflettere sono quelli che riguardano la bambine lavoratrici, oltre 68 milioni nel mondo. Di queste, 30 milioni sono costrette a lavori pericolosi e oltre 11 milioni sono domestiche in casa d'altri. Nelle sole Filippine oltre 60 mila bambine e bambini sono costretti a prostituirsi online.

Dai risultati di un'indagine dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra) che ha coinvolto 42.000 donne di 28 Paesi europei emerge che il 12 per cento delle donne ha indicato di avere subìto una forma di abuso o atto sessuale da parte di un adulto prima dei 15 anni, percentuale che corrisponderebbe a 21 milioni di donne nell'Unione europea. In Italia il dato scende all'11 per cento delle intervistate, mentre il 33 per cento ricorda di aver subito almeno una forma di violenza fisica, psicologica o sessuale da bambina.

I dati delle Forze dell'Ordine riportati nel capitolo sulla violenza contro le bambine e le ragazze rivelano un incremento del numero di minori vittime di reati: 3.311 (il 63 per cento femmine) nel 2004, e 5.162 (61 per cento femmine) nel 2013.

La campagna Indifesa, giunta quest'anno alla terza edizione e rilanciata in occasione della Giornata mondiale delle bambine dell'11 ottobre, sostiene progetti volti a prevenire e contrastare violenze e discriminazioni contro le bambine e le ragazze. Fino al prossimo 31 ottobre si può contribuire con un sms al numero solidale 45596 da 1 euro da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile, CoopVoce e Noverca o con una chiamata allo stesso numero donando 2 euro da rete fissa TeleTu e Twt e 2 o 5 euro da rete fissa Telecom Italia e Fastweb. (bg)