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Quanto sono garantiti oggi i diritti del minore a “crescere senza violenza”? Come si sta rispondendo alla sempre maggiore fragilità del sistema di protezione dell'infanzia nel prevenire il maltrattamento e curare vittime e autori di abusi in maniera efficace? Sono alcune domande a cui cercheranno di dare una risposta psicologi, magistrati e altri esperti nel corso del seminario Perché continuiamo ad occuparci di maltrattamento all'infanzia?, in programma il prossimo 22 ottobre a Torino.

L'evento, organizzato dalla Cooperativa Paradigma e dalla Fondazione Paideia, avvierà una riflessione sul tema a partire dall'esperienza delle due organizzazioni promotrici dell'iniziativa, che si occupano da anni di minori vittime di maltrattamento e abuso all'interno della famiglia.

«In questi anni sono cambiate molte cose. Non tanto per le caratteristiche del fenomeno, di cui conosciamo molto bene le forme e le dinamiche che lo sottendono, ma che, purtroppo, resta ancora in gran parte sommerso, spesso minimizzato oppure decisamente negato. Quello che è cambiato è l'entusiasmo nel credere che questi problemi si possano affrontare con procedure e metodologie scientifiche efficaci e valutabili, e che la realtà dei servizi socio-sanitari possa costituirsi come una vera “rete curante” in grado di dialogare e convergere con le istituzioni giudiziarie minorili  realizzando “buone prassi” d'intervento nel “superiore interesse del minore”», spiegano gli organizzatori del seminario.

Durante la giornata di studio si parlerà anche del ruolo degli operatori e del ruolo del magistrato minorile. Interverranno, fra gli altri: Enrico Quarello, psicologo della Cooperativa Paradigma, Nanni Di Cesare, psicologo del Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia di Roma, e Anna Maria Baldelli, procuratore capo della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Torino.

Le conclusioni sono affidate a Dario Merlino, psicologo responsabile dell'équipe terapeutica della Cooperativa Paradigma. (bg)