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Il 7 ottobre scorso il Cismai ha approvato un documento che si propone di definire dei requisiti di “qualità” per gli interventi a favore dei minori adottati vittime, nel passato, di esperienze traumatiche. Il documento sarà presentato il 29 maggio, nel corso di un incontro che si terrà a Roma.

Il testo messo a punto dal Cismai (Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso all'infanzia) affronta il delicato tema del sostegno e della presa in carico, nel periodo postadottivo, dei minori che hanno subito maltrattamenti e abusi sessuali nella famiglia di origine o nei diversi contesti di crescita.

L'impatto con il bambino traumatizzato, si legge nel documento, «mette a dura prova le capacità affettive/relazionali e di tenuta dei genitori adottivi e può provocare, nei casi più gravi, restituzioni, rifiuti, espulsioni. In altri casi le difficoltà si originano nel percorso adottivo in riferimento agli snodi del ciclo vitale della famiglia e alle fasi evolutive dei bambini adottati (come ad esempio inserimento socio-ambientale e ingresso in adolescenza)». Il rischio, per le famiglie adottive, è di essere «esposte ad un carico emotivo e relazionale complesso, trovandosi ad essere oggetto di comportamenti e reazioni difficili da gestire e contenere, oltre che da comprendere».

Il documento si propone, così, di «avviare un percorso all'interno del quale far convergere due saperi che appaiono ancora non sufficientemente integrati: la cura dei bambini traumatizzati e la presa in carico delle famiglie adottive partendo dal presupposto che l'adozione, se opportunamente sostenuta, sia già di per sé una forma di cura per i bambini traumatizzati».

L'incontro, dal titolo Curare l'adozione. Requisiti di “qualità” per gli interventi a favore dei minori adottati, sarà introdotto da Dario Merlino, presidente del Cismai. Dopo i saluti istituzionali, saranno presentate le proposte del Coordinamento sul tema Curare l'adozione e si parlerà de L'adozione come intervento di riparazione del trauma. Sono previsti interventi, fra gli altri, di: Anna Serafini, vicepresidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza; Adriana Ciampa, dirigente del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; Francesco Vadilonga, psicologo e psicoterapeuta coordinatore della commissione scientifica che ha elaborato il documento; Daniela Bacchetta, vicepresidente della Commissione per le adozioni internazionali. (bg)