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Dal 2012 ad oggi, in Italia, sono 1.679 le vittime accertate di tratta, fenomeno che colpisce soprattutto i minori migranti. Il principale Paese di provenienza è la Nigeria, seguita da Romania, Marocco, Ghana, Senegal e Albania. Lo rivela il dossier di Save the children Piccoli schiavi invisibili – Le giovani vittime di tratta e sfruttamento, lanciato di recente.

Il rapporto si concentra su alcuni dei gruppi di minori più a rischio o coinvolti nel fenomeno, mettendo in evidenza l'evoluzione avvenuta nell'ultimo anno e approfondendo in particolare la tratta delle minori nigeriane e lo sfruttamento dei minori egiziani, identificati da Save the Children come i due gruppi più vulnerabili. Secondo i dati del dossier, infatti, le ragazze nigeriane sono il gruppo coinvolto in misura maggiore nella tratta, mentre gli adolescenti egiziani sono tra i più esposti allo sfruttamento lavorativo.

Tra i minori vulnerabili e a rischio anche i minori afgani ed eritrei in transito nel nostro Paese, dei quali si parla nel primo capitolo del volume.

Le giovani nigeriane sono in gran parte vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale. Queste ragazze, si legge nella presentazione del rapporto, «giungono nel nostro paese prevalentemente via terra, transitando da Niger, Libia e attraversando poi il Mediterraneo. A convincerle con l'abbaglio di grandi guadagni e il sogno di diventare parrucchiere, modelle o lavorare come babysitter o commesse sono spesso un uomo o una donna chiamati “sponsor” o “trolley” che le accompagnano fino al paese di destinazione oppure ne organizzano i passaggi di paese in paese».

La tratta a scopo di sfruttamento sessuale colpisce, nel nostro Paese, anche molte ragazze dell'Est: «soprattutto adolescenti tra i 16 e i 17 anni, provenienti da contesti molto poveri e marginali di paesi quali Romania, Albania, Bulgaria, Moldavia, adescate da conoscenti o giovani uomini che le portano in Italia con la promessa di un lavoro da parrucchiera o da baby sitter per poi obbligarle a prostituirsi, sia in strada che al chiuso, in appartamenti o night club».  

Il dossier, inoltre, riporta dati sulle minori provenienti dalla Romania e sulle ragazze rom nate in Italia, sfruttate in attività illegali e matrimoni forzati. (bg)