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Domani si celebra la Giornata mondiale della tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili (mgf), un fenomeno che riguarda milioni di bambine e donne in tutto il mondo. Tante le iniziative organizzate per sensibilizzare sul tema, fra cui seminari, convegni, incontri e petizioni.

Secondo i dati Unicef presentati lo scorso luglio a Londra, in occasione del Girl Summit, più di 130 milioni di bambine e donne hanno subito qualche forma di mutilazione genitale nei 29 Paesi dell'Africa e del Medio Oriente dove la pratica cruenta è più diffusa. Le mgf, riconosciute a livello internazionale come una violazione dei diritti umani, hanno conseguenze gravissime sulla salute fisica e psichica delle giovani che le subiscono.

Negli ultimi anni sono stati fatti importanti passi avanti nella lotta contro questo fenomeno; ne sono esempi due risoluzioni adottate dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite (20 dicembre 2012 e dicembre 2014). La prima invita gli Stati, il sistema delle Nazioni Unite, la società civile e tutti gli stakeholders a continuare a osservare il 6 febbraio come la Giornata della tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili e a utilizzare questa ricorrenza per accrescere la consapevolezza rilanciando campagne e intraprendendo azioni concrete contro le mutilazioni genitali femminili.

Con la seconda l'Assemblea invita gli Stati membri a sviluppare, supportare e implementare strategie complete e integrate per la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili (ad esempio training per il personale medico e altre figure). Quest'ultima risoluzione riconosce anche la necessità di intensificare gli sforzi per l'eliminazione delle mgf e a tal proposito sottolinea l'importanza di dare alla questione dovuta considerazione in vista dell'elaborazione dell'agenda del post-2015.

«Sebbene la pratica delle mutilazioni genitali femminili non possa essere giustificata da ragioni mediche, in molti Paesi le mgf vengono eseguite sempre più spesso da professionisti medici, i quali sono la più grande minaccia all'abbandono della pratica stessa», si legge nel sito dell'Onu. Proprio per questo è molto importante coinvolgere i lavoratori del settore sanitario nella lotta contro il fenomeno e non a caso la Giornata mondiale 2015 si soffermerà sul tema Mobilitazione e coinvolgimento del personale sanitario per accelerare la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni genitali femminili.

In Italia la legge 9 gennaio 2006 n. 7 ha istituito il divieto di praticare le mgf, considerate un reato punito severamente, e ha previsto una serie di misure preventive e di servizi di assistenza alle donne che le hanno subite. Il 6 dicembre 2012 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha approvato l'Intesa concernente il sistema di interventi da sviluppare per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno delle mutilazione genitali femminili di cui all'art. 3, comma 1, della legge 9 gennaio 2006 n. 7.

Nonostante questi innegabili progressi, rimane ancora molta strada da fare.

Fra le varie iniziative in programma nel nostro Paese per celebrare la Giornata, la conferenza stampa organizzata dall'Associazione italiana donne per lo sviluppo e dal Gruppo di lavoro parlamentare “Salute globale e diritti delle donne” Le mutilazioni genitali femminili in Europa: la Convenzione di Istanbul per contrastare il fenomeno, che si terrà domani a Roma, nella Sala stampa della Camera dei deputati.

Anche Plan Italia si mobilita in occasione della Giornata. La ong rinnova la sua petizione «affinché l'attuale governo si impegni ad affrontare la sfida della riduzione ed eliminazione delle MGF in Italia e in tutti i Paesi in cui esse vengono ancora praticate, mediante leggi e sanzioni rigorose per i trasgressori e l'istituzione di assistenza sanitaria gratuita per tutte le vittime che soffrono per le complicanze, favorendo, inoltre, la diffusione di informazioni sul tema insieme alla condivisione di esperienze che dimostrano l'efficacia dell'abbandono delle MGF». (bg)