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Sono oltre 11 milioni le bambine che lavorano come domestiche sfruttate in casa d'altri. Nell'Asia meridionale, al contrario che nel resto del mondo, il tasso di mortalità delle femmine entro i 5 anni è più alto di quello dei maschi. In Italia dal 2000 al 2012 le minorenni vittime di femminicidio sono state 140. I dati, tratti dal dossier La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo 2013 curato da Terre des hommes e realizzato nell'ambito della campagna Indifesa, fanno riflettere sulle dimensioni di un fenomeno – la violenza nelle sue diverse forme – che colpisce in misura maggiore le più vulnerabili: le bambine e le ragazze.

Il rapporto, alla sua seconda edizione, è stato presentato ieri, a Roma, durante una conferenza organizzata da Terre des hommes proprio alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine che si celebra oggi in tutto il mondo.

All'incontro, ospitato dalla Sala monumentale della Presidenza del Consiglio dei ministri, hanno partecipato rappresentanti istituzionali, referenti dell'organizzazione promotrice dell'evento, giornalisti. La seconda parte della conferenza ha dato spazio alle testimonianze di Josefina Condori Quispe, che nel 2008 ha ricevuto il World's children's prize e quest'anno è stata insignita del Freedom award 2013 per la sua lotta contro la schiavitù delle bambine domestiche in Perù, di Maud Chifamba, studentessa universitaria tra le 20 giovani donne più influenti d'Africa secondo Forbes e di altre note attiviste per i diritti delle bambine e delle ragazze.

Il dossier, una fotografia aggiornata sulle violazioni dei diritti delle minori, si concentra su alcuni macrotemi: gli infanticidi, la malnutrizione e la mortalità materno-infantile, le mutilazioni genitali femminili, il mancato accesso all'educazione, lo sfruttamento domestico delle bambine e i femminicidi.

Maria Cecilia Guerra, viceministro al lavoro e alle politiche sociali con delega alle pari opportunità, ha richiamato l'attenzione su alcuni recenti provvedimenti adottati dal nostro Paese, come la ratifica della Convenzione di Instanbul, avvenuta il 12 giugno scorso, e il recente decreto legge in materia di sicurezza e per il contrasto alla violenza di genere, che proprio oggi è stato convertito in legge.

Nel suo intervento Guerra ha toccato temi strettamente legati alla violenza: gli stereotipi di genere, «radicati non solo nella cultura e nella società, ma anche nell'economia», e la povertà, «un fenomeno che coinvolge soprattutto le famiglie con minori e non comporta solo disagi economici».

«Occorre prevenire la violenza, non solo combatterla», ha ribadito il viceministro. Sulla necessità della prevenzione si è soffermata anche Filomena Maria Fotia, esperta della segreteria del sottosegretario all'istruzione Marco Rossi Doria, che ha ricordato l'importanza della sinergia tra le istituzioni nella lotta contro abusi e discriminazioni di genere. Alla conferenza sono intervenuti anche Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai beni e alle attività culturali e Vincenzo Spadafora, Garante per l'infanzia e l'adolescenza.

La campagna Indifesa, lanciata lo scorso ottobre in occasione della prima Giornata mondiale delle bambine, sostiene progetti volti a prevenire e contrastare violenze e discriminazioni di cui sono vittime le più giovani. Fino al 14 ottobre si può contribuire con una donazione solidale del valore di 2 o 5 euro con sms o da rete fissa al numero 45503. (bg)