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Aumentano, nel mondo, i casi di abusi fisici, sessuali e psicologici sui minori. A rilevarlo è il rapporto dell'Unicef Hidden in Plain Sight, «la più ampia raccolta di dati mai realizzata sulla violenza sui bambini», contenente statistiche provenienti da 190 Stati.

Il rapporto mette in luce comportamenti che perpetuano e giustificano la violenza, tenendola nascosta ma sotto gli occhi di tutti, ovunque nel mondo, e documenta le violenze anche nei luoghi in cui i bambini dovrebbero sentirsi più al sicuro, come le scuole e le case.

I dati riguardano vari aspetti del fenomeno: la violenza sessuale, gli omicidi, il bullismo, le punizioni corporali, l'atteggiamento nei riguardi della violenza.

In relazione al primo aspetto, dal rapporto emerge che nel mondo circa 120 milioni di ragazze sotto i 20 anni (circa una su 10) hanno subito qualche forma di abuso sessuale e 84 milioni di adolescenti (15-19 anni), ossia una su 3 fra quelle che hanno una relazione stabile, sono state vittime di violenza psicologica, fisica o sessuale da parte del marito o del partner.

Altrettanto alti i numeri sugli omicidi: a livello globale, un quinto degli omicidi ha come vittima un bambino o un ragazzo sotto i 20 anni. Nel 2012 sono stati assassinati 95.000 tra bambini e giovanissimi. L'omicidio, inoltre, è la principale causa di morte tra i maschi tra 10 e 19 anni a Panama, Venezuela, El Salvador, Trinidad e Tobago, Brasile, Guatemala e Colombia.

Fanno riflettere anche i dati sul bullismo, fenomeno che, secondo quanto si legge nel rapporto, colpisce oltre un terzo degli studenti tra i 13 e i 15 anni in ambiente scolastico.

Nella parte del volume che indaga sulle punizioni corporali si evidenzia che circa il 17 per cento dei bambini, in 58 Stati presi in esame, risulta soggetto a forme severe di punizione fisica. A livello globale, 3 adulti su 10 ritengono che le punizioni corporali siano giustificabili, nell'educazione di un bambino.

Questi, invece, alcuni dati sull'atteggiamento nei riguardi della violenza domestica: quasi la metà delle adolescenti tra 15 e 19 anni di età (circa 126 milioni in tutto) giustifica il marito che picchia la moglie, in determinate circostanze; la percentuale arriva all'80 per cento o più in Afghanistan, Guinea, Giordania, Mali e Timor Est. In 28 Stati sui 60 per i quali sono disponibili dati disaggregati per genere, una maggiore percentuale di donne rispetto agli uomini ritiene che picchiare la moglie qualche volta è giustificabile.

La ricerca è promossa nell'ambito di #EndViolence, campagna di informazione e sensibilizzazione sulle diverse forme di violenza che colpiscono i minori lanciata dall'Unicef nel luglio 2013. (bg)