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Il prossimo 1 dicembre, a Bologna (Sala Auditorium della Regione Emilia-Romagna, viale Aldo Moro 18), si terrà il seminario La tutela della continuità affettiva delle bambine e dei bambini in affidamento. Il ruolo delle istituzioni, delle famiglie e delle associazioni. La giornata di studio, organizzata dal Coordinamento nazionale servizi affido e dal Tavolo nazionale affido in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e altre realtà, rappresenta l’occasione per fare un bilancio sui risultati della legge 173/2015 (“Modifiche alla legge 4 maggio 1983 n. 184, sul diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare”) a distanza di due anni dalla sua approvazione.
«Questa normativa – spiegano gli organizzatori - non si limita a prevedere la possibilità che un minore affidato, se dichiarato adottabile, possa essere adottato dagli affidatari, se in possesso dei requisiti previsti, ma sottolinea anche la necessità di assicurare la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l’affidamento, anche quando egli “fa ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento ad un’altra famiglia o sia adottato da altra famiglia”. La legge valorizza inoltre il ruolo degli affidatari in tutti i procedimenti civili in materia di responsabilità  genitoriale, di affidamento e di adottabilità e introduce l’obbligo per i giudici minorili di ascoltare gli affidatari prima di decidere sul futuro dei minori da loro accolti».
Interverranno, fra gli altri: Clede Maria Garavini, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Emilia-Romagna; Massimo Dogliotti, magistrato della Corte di Cassazione; Dante Ghezzi, psicologo e psicoterapeuta del Centro Tiama di Milano.