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I prossimi 12 e 13 ottobre, all’Istituto degli Innocenti di Firenze, si terrà il seminario nazionale del progetto Get up (Giovani ed esperienze trasformative di utilità sociale e partecipazione), promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministero della salute. L’evento è rivolto ai facilitatori, agli insegnanti e ai referenti del progetto, ma prevede anche una tavola rotonda aperta a tutti che si svolgerà il 12 ottobre, dalle 17.30 alle 19.30.
In occasione delle due giornate di studio verranno presentati i contenuti, le azioni e la documentazione delle attività di Get up, iniziativa inserita nell’ambito delle attività realizzate in attuazione della legge 285/1997 che mira a promuovere le capacità di autorganizzazione, autonomia e assunzione di responsabilità degli adolescenti e ad aiutare i ragazzi a sviluppare competenze e conoscenze spendibili nel mondo del lavoro. Fulcro del progetto, a cui l’Istituto degli Innocenti offre assistenza tecnica e scientifica, è la scuola; i ragazzi, supportati dagli insegnanti (tutor e facilitatori), acquisiranno nuove conoscenze e competenze, metteranno in pratica le loro idee e parteciperanno attivamente alla vita della comunità locale.
Il seminario, articolato in sessioni plenarie e in gruppi di lavoro, darà spazio anche ad approfondimenti di esperti sui temi del service learning (metodologia d’insegnamento che combina lo studio a scuola con l’impegno a favore della comunità locale) e delle cooperative scolastiche.
La tavola rotonda in programma il 12 ottobre avvierà un confronto sul tema delle relazioni fra giovani e adulti, a partire dalle riflessioni contenute nel libro curato da Stefano De Martin Lessico generazionale. Adulti che si occupano di giovani.
Alle due giornate interverranno, fra gli altri: Adriana Ciampa, dirigente del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; Francesco Chezzi e Elena Di Padova, dell’Istituto degli Innocenti; Stefano Laffi, dell’Agenzia Codici.

(Crediti foto)