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Il 13 e 14 maggio, a Bari, si svolgeranno due eventi organizzati dall’Università di Bologna nell’ambito del progetto europeo Rise - Roma Inclusive School Experiences: il seminario Orgoglio e Pregiudizio. Rom e Sinti tra pregiudizio e storia. L’esempio delle comunità Pugliesi (13 maggio, Istituto comprensivo Japigia 1 – Verga, plesso Verga, via Carabellese 34), e la giornata di presentazione dei risultati delle attività di Rise realizzate nel capoluogo pugliese (14 maggio, scuola EL/7 Montello, viale Bartolo 8).
L’evento del 14 è aperto ai docenti e agli studenti delle scuole baresi primarie e secondarie di primo grado coinvolte nel progetto (Istituto comprensivo EL/7 C.D. Montello – S.M. Santomauro, Istituto comprensivo Japigia 1 – Verga e 17 C.D. Poggiofranco) e ai genitori dei bambini e dei ragazzi che hanno preso parte all’iniziativa. Il programma prevede, fra l’altro, giochi per bambini e l’incontro con Claudio Giagnotti, musicista di origini rom fondatore del gruppo musicale Mascarimirì.
Il progetto - a cui partecipano, oltre all’Italia, anche la Slovenia e il Portogallo – è realizzato, nel nostro Paese, dall’Università di Bologna (capofila) e dall’Istituto degli Innocenti. I suoi obiettivi sono quelli di promuovere una scuola più inclusiva e accogliente per i bambini e gli adolescenti rom e sinti dai 6 ai 14 anni, combattere le discriminazioni nell’istruzione e ridurre l’assenteismo e la disaffezione scolastica. «Il diritto all’istruzione dei bambini/e Rom – si legge nel sito dedicato - continua a rappresentare una sfida delicata all’interno dell’Unione Europea. I bassi livelli di istruzione e la diffusa analfabetizzazione sono tra i principali ostacoli che impediscono alle comunità Rom di beneficiare dell’inclusione scolastica, di un eguale accesso al mercato del lavoro e della partecipazione alla vita pubblica dei Paesi in cui risiedono. La frequenza scolastica dei bambini e degli adolescenti rom e gli esiti del loro percorso di formazione dipendono anche dalle strategie educative e dai modelli di insegnamento utilizzati nelle scuole: questi possono promuovere o scoraggiare il successo e l’inclusione scolastica».
Il progetto, finanziato nell'ambito del programma Justice dell'Unione europea, prevede varie attività: corsi di formazione per insegnanti, operatori sociali e dirigenti incentrati sulla valorizzazione di tecniche di insegnamento inclusive (cooperative learning, learning by doing); laboratori in classe per gli studenti mirati a combattere le discriminazioni e favorire il lavoro di gruppo; scambio di buone pratiche fra insegnanti, assistenti sociali, genitori e studenti coinvolti in tutti i Paesi partner.