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Le istituzioni e gli Stati membri dell’Unione europea devono adottare misure appropriate per prevenire tutte le forme di violenza fisica e psicologica, incluso l’abuso fisico e sessuale e lo sfruttamento sessuale, e per proteggere i minori e devono intraprendere un’azione unita ed efficace per eliminare l'abuso e lo sfruttamento sessuale e, più in generale, tutti i reati sessuali contro i minori. Sono queste alcune delle principali raccomandazioni contenute nella Risoluzione del Parlamento europeo del 14 dicembre 2017 sull'attuazione della direttiva 2011/93/UE del 13 dicembre 2011 relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile.
Nella Risoluzione il Parlamento europeo esprime preoccupazione per le minacce e i rischi che la dimensione online comporta per i minori, «segnatamente per quanto riguarda il loro reclutamento, nonché l'adescamento e altre forme di incitamento»; a questo proposito ritiene necessario «individuare soluzioni per identificare, segnalare e indagare tali pratiche pericolose» e «sottolinea la necessità di rafforzare il livello di protezione dei minori online e contemporaneamente avviare programmi di sensibilizzazione e di istruzione relativi ai pericoli esistenti online».
Nel documento, inoltre, si ribadisce l’esigenza di far fronte a nuove forme di reati online, come la pubblicazione di immagini intime per vendetta e l’estorsione sessuale, e il diritto di ciascun individuo di decidere in merito al destino dei suoi dati personali, «in particolare il diritto esclusivo di controllare l'uso e la divulgazione delle informazioni personali e il diritto all'oblio, definito come la possibilità di ottenere la rimozione immediata di un contenuto che potrebbe pregiudicare la sua dignità».
La Risoluzione contiene raccomandazioni anche sul fronte della tutela della vittima e della prevenzione. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, il Parlamento europeo invita gli Stati membri a «predisporre efficaci programmi di prevenzione e intervento, inclusi programmi periodici di formazione», e a realizzare campagne di sensibilizzazione.