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Circa il 20% degli adolescenti in Italia è frequentemente vittima di bullismo fuori e dentro il contesto scolastico (Istat, 2014), il 47% dei minori presi in carico dai servizi ha subito forme di trascuratezza materiale o affettiva (Cismai, Terres des hommes, 2015), il 10,6% delle donne ha subito abusi sessuali prima dei 16 anni e lo 0,8% è stata vittima di forme di abuso sessuale gravi come lo stupro (Istat, 2015). Sono alcuni dati che emergono dal Rapporto italiano dello Studio Multi-Paese sui drivers della violenza all'infanzia, coordinato da Unicef Innocenti Office of Research con il supporto tecnico dell'Università di Edimburgo e realizzato per l'Italia dall'Istituto degli Innocenti.
Lo studio si propone di arricchire le conoscenze sui fattori che portano alla violenza all'infanzia e sulle strategie per affrontare il fenomeno. Il rapporto rappresenta la conclusione della prima fase di un progetto internazionale che coinvolge, oltre all'Italia, Zimbabwe, Vietnam e Perù, con l'obiettivo di ottenere un quadro complessivo sui dati statistici ed essere in grado di mettere a punto interventi efficaci a scopo di prevenzione.
«Con il termine “drivers”», si spiega nel rapporto, «si fa riferimento al contesto più ampio che può condurre alla violenza e all'idea che ci sono molti fattori a livello comunitario e sociale che possono contribuire a condurre o prevenire la violenza all'infanzia. Dall'indagine emerge che presi nel loro complesso, molteplici fattori risultano avere un ruolo; si tratta in ogni caso di ipotesi preliminari che dovranno essere ulteriormente esplorate attraverso la ricerca sul campo soprattutto per quanto riguarda le norme sociali».
L'analisi suddivide i fattori di rischio in più livelli: strutturale, inerente lo status socioeconomico e le discriminazioni su base etnica; comunitario, collegato alle dinamiche sociali che ruotano attorno al bambino e alla famiglia; individuale e interpersonale, in riferimento all'ambiente familiare e alle esperienze pregresse di abuso subito o assistito in famiglia.
I diversi fattori interagiscono tra di loro creando situazioni più e meno a rischio. Fondamentale resta il contesto familiare. Dagli studi, infatti, emerge ad esempio che le donne vissute in famiglie in cui esistevano segreti e/o la tendenza ad accusarsi a vicenda sono risultate avere una probabilità due volte maggiore di subire abusi sessuali e una probabilità 6,5 volte maggiore di vivere episodi di maltrattamento fisico o emotivo (Bianchi e Moretti, 2006). Anche assistere alla violenza domestica può avere gravi ripercussioni sui minori: la probabilità che le persone compiano atti di violenza intima sui propri partner aumenta dal 5,2% al 22% se hanno assistito alla violenza del padre sulla propria madre (Istat, 2015).