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Si chiama A mani ferme la campagna lanciata da Save the children per proteggere i bambini dalle punizioni corporali e diffondere fra i genitori modelli educativi non violenti. Realizzata in collaborazione con la Società italiana di pediatria e l'Associazione nazionale dei pedagogisti italiani, fa parte delle iniziative organizzate nell'ambito del progetto europeo Educate, do not punish.

Essere genitori, si sa, è uno dei “mestieri” più difficili al mondo, che in molte situazioni, soprattutto quelle più critiche, mette alla prova la capacità di gestire lo stress. Succede così che alcuni padri e alcune madri ricorrano agli schiaffi o ad altre forme di punizioni umilianti e degradanti.

Per aiutare i genitori a svolgere al meglio il proprio ruolo e ad assumere comportamenti corretti con i figli, basati sulla ricerca del dialogo e su regole che non contemplino le punizioni fisiche come metodo educativo, Save the children ha realizzato la Guida pratica alla genitorialità positiva. Come costruire un buon rapporto genitori-figli. Fra i vari materiali prodotti per la campagna, un leaflet e uno spot televisivo, che si propongono, insieme alla guida, come strumenti informativi volti a sensibilizzare padri e madri - ma anche pediatri, pedagogisti, insegnanti e, in generale, l'opinione pubblica - sull'importanza di un'educazione non violenta.

Secondo i dati di una ricerca di Save the children realizzata da Ipsos e diffusa in occasione del lancio della campagna, più di un quarto dei genitori italiani ricorre allo schiaffo: il 22 per cento lo fa qualche volta al mese, il 5 per cento quasi tutti i giorni e il 49 per cento eccezionalmente. Il 25 per cento, invece, si rifiuta categoricamente di ricorrere alle punizioni fisiche dei propri figli. «Dalla ricerca nel suo complesso emerge l'immagine di genitori che ce la mettono tutta per svolgere al meglio il loro ruolo e che ricorrono al ceffone soprattutto quando sono esasperati», ha spiegato Valerio Neri, direttore generale dell'organizzazione promotrice della campagna. «Tuttavia si evidenzia anche una non piena consapevolezza dell'impatto di questa loro condotta sui figli e anche una certa solitudine e assenza di supporti adeguati alla loro genitorialità».

Il progetto, finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma di azione comunitaria Daphne III e coordinato da Save the children Italia, prevede varie iniziative, fra cui, oltre alla campagna, quattro ricerche per indagare l'accettazione sociale del ricorso alle punizioni corporali e la percezione dei genitori rispetto ai metodi educativi che utilizzano con i propri figli e seminari per professionisti, genitori ed esperti.

Per promuovere la campagna, che ha preso il via il 27 marzo scorso, saranno organizzati alcuni eventi in diverse città del nostro Paese. Primo appuntamento l'11 settembre, in Calabria. (bg)