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Quando il cinema rompe lo stereotipo

L’immagine che le culture stanziali hanno sviluppato del popolo rom è viziata ancora in gran parte da luoghi comuni e stereotipi radicati nell’immaginario collettivo: nomadismo, degrado, disonestà congenita, ignoranza, sfruttamento dei minori, accattonaggio, microcriminalità sono solitamente le caratteristiche che sbrigativamente hanno sempre connotato la nostra visione delle popolazioni di lingua romanì. Tra le immagini certamente più abusate per sottolineare la distanza tra il modo di vita occidentale o progredito e quello dei rom vi sono certamente quelle delle moltitudini di bambini (spesso sporchi e malvestiti) che affollano i campi delle periferie delle metropoli dove vengono ammassate le comunità nomadi. Quando i rom, specialmente se minori, cadono sotto i riflettori dei media ciò avviene non tanto per le sfide potenzialmente positive che pongono alla società, alla scuola, alle istituzioni, ma per i reati di cui solo alcuni di loro sono protagonisti, per lo sfruttamento cui solo alcuni di loro sono sottoposti, per il degrado in cui solo alcuni di loro sono costretti a vivere. Diverso – tra i media - il caso del cinema, che se da un lato ha spesso ridotto l’immagine dello zingaro a una figura di contorno esotica e misteriosa di moltissimi racconti  (persino attraverso un film come Gatto nero, gatto bianco di un regista progressista e politicamente corretto come Emir Kusturica), dall’altro ha smascherato (specie negli ultimi decenni) proprio quegli stereotipi e luoghi comuni che affliggono la nostra visione dei rom, nel tentativo di ampliare il campo delle conoscenze e rendere giustizia alla cultura di queste popolazioni.

È paradossale, ma forse neanche tanto, che proprio attraverso lo strumento che spesso è stato il tramite per propagare i più biechi stereotipi etnici si possa aprire uno spazio di conoscenza reale sul mondo dei rom: con un ribaltamento radicale di prospettiva, l’immagine audiovisiva riesce a mettere a contrasto le voci e i volti dei protagonisti, la realtà delle loro esistenze e dei loro pensieri con quanto si immagina di coloro che sono il simbolo della marginalizzazione storica, geografica, sociale. Certo le immagini che consentono tale capovolgimento del punto di vista sono per lo più quelle del cinema documentario, dell’inchiesta, a volte persino del reportage, ovvero di quel cinema di prossimità capace di utilizzare la leggerezza delle tecnologie audiovisive contemporanee per muoversi su terreni inconsueti e con tempi di reazione molto più veloci del tradizionale apparato cinematografico.

I temi più affrontati sono dunque quelli legati alla concreta esistenza dei rom, spesso messi ai margini della vita sociale dalle stesse comunità che li dovrebbero accogliere e, proprio a causa di questa marginalizzazione, criminalizzati: la scolarizzazione dei bambini e dei ragazzi (un tema analizzato nei vari reportage redatti, ad esempio, dall’Associazione 21 luglio, particolarmente attiva nel seguire tale questione); il problema abitativo (affrontato pionieristicamente in Rom Tour da Silvio Soldini, regista rivelatosi al grande pubblico qualche anno prima con il lungometraggio a soggetto Un’anima divisa in due incentrato ancora sui rom); la questione dei rapporti con gli enti locali (che emerge in tutta la sua incongruenza in Campososta, recente documentario prodotto dall’Associazione ZaLab, particolarmente attiva nella denuncia dell’emarginazione cui sono soggette le minoranze socialmente più deboli); la criminalizzazione dei comportamenti dei rom e l’ignoranza dei più sulle loro origini e la loro cultura (Via San Dionigi, 93: storia di un campo romdi Tonino Curagi e Anna Gorio, Mamma Rom di Antonella Cristofaro e Vincenzo Valentino, ma anche Carmen Meets Borat di Mercedes Stalenhoef, singolare caso di un’azione legale intentata da una comunità rom contro una compagnia di produzione statunitense per l’immagine derisoria dei costumi e delle usanze del popolo nomade data in un film).

Spesso sono proprio le voci e i volti dei bambini e degli adolescenti rom a permettere allo spettatore di entrare in contatto con questo mondo di cui tanto si parla a sproposito: come spesso avviene sono proprio i più giovani a fare da tramite tra la comunità alla quale appartengono e quella in cui si dovrebbero integrare, come testimoniato, ad esempio, dal documentario La bougie n'est pas faite de cire mais de flamesdi Marion Gervais nel quale una bambina rom, grazie alla conoscenza della lingua francese, aiuta i propri genitori a sbrigare le pratiche burocratiche per ottenere il permesso di soggiorno.

Oltre ai documentari che denunciano il problema endemico della scolarizzazione dei rom, sono interessanti soprattutto quei lavori che valorizzano l’identità di questa etnia in quanto portatrice di uno sguardo diverso sul rapporto tra nomadi e gagé (i non-rom), privo ovviamente di pregiudizi ma anche scevro dal vittimismo che spesso affligge chi si trova ormai da secoli in una condizione di marginalizzazione e subalternità. Interessante è, a tal proposito, Citizen Manouche di Thomas Chansou che segue tre giovani sinti di nazionalità francese ripercorrere l’itinerario fatto dai propri nonni alla ricerca delle radici piemontesi della famiglia: tre ragazzi come tanti che riscoprono con orgoglio le proprie origini, smentendo molti luoghi comuni sulla vita dei nomadi.

Tra i molti lavori girati da giovani rom in collaborazione con associazioni che lavorano a favore della loro integrazione spiccano #UP! #4 – Romeo e Giulietta di Massimo Coppola, diario della lavorazione di una versione contemporanea del dramma shakespeariano messa in scena da giovani attori rom, Miracolo alla Scala di Claudio Bernieri che racconta attraverso la voce di una bambina che vorrebbe diventare ballerina classica, la vitalità musicale e artistica dei rom milanesi, presenza costante per le strade e sui mezzi di trasporto del capoluogo lombardo ma pressoché ignorati dalla cultura ufficiale gagé. Una spanna più su rispetto a tutti i titoli finora citati è Io, la mia famiglia rom e Woody Allen, autoritratto ironico e disincantato della giovanissima regista rom Laura Halilovich capace di fondere in un racconto coerente le legittime aspirazioni di tanti giovani come lei, alla ricerca di un’integrazione difficile e spesso impossibile, con i problemi di integrazione che pone loro la nostra società. Interessante è, soprattutto, l’immagine di una giovane donna che ha trovato, malgrado le fortissime tradizioni che caratterizzano questo gruppo etnico, proprio nella famiglia un sostegno alla propria creatività e indipendenza, e che allo stesso tempo ricorda con nostalgia la propria infanzia trascorsa in libertà in un campo alla periferia di Torino. Un racconto quanto mai interessante perché sviluppato attraverso un doppio punto di vista, quello di chi si è integrato socialmente ma sente comunque di dover preservare gelosamente la propria diversità culturale.

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La seguente filmografia ragionata contiene una serie di titoli che abbracciano più di una tematica  e che, dunque, appaiono più volte nelle diverse parti che compongono la filmografia stessa. I titoli linkati e contrassegnati dall’asterisco sono consultabili per il pubblico presso la Biblioteca Innocenti Library, mentre i titoli linkati senza asterisco rimandano a siti esterni.

 

I minori rom come figure emblematiche dell’alterità nei lungometraggi a soggetto

  • Angelo My Love, Robert Duvall (USA 1983)
  • Il tempo dei gitani, Emir Kusturica (Gran Bretagna/Italia/Jugoslavia 1988)*
  • Diably Diably, Dorota Kedzierzawska (Polonia 1991)
  • Un’anima divisa in due, Silvio Soldini (Italia 1993)
  • Oreste a Tor Bella Monaca, Carolos Zonars (Italia 1993)
  • Gatto nero, gatto bianco, Emir Kusturica (Jugoslavia/Francia/Germania 1998)
  • Prendimi e portami via, Tonino Zangardi (Italia 2003)*
  • When the Road Bends...Tales of a Gypsy Caravan, Jasmine Dellai (USA, 2006)
  • Gypsy, Martin Šulík (Rep. Slovacca 2011)
  • La palestra, Francesco Calandra (Italia 2012)

La scolarizzazione, forma principale di accesso dei minori rom nella società

  • Bambini nel vento, Arianna Felicetti, Rossella Schillaci (Italia 1998)
  • Au bord de l'école,Anne-Laure Brénéol(Francia 2000)
  • Une caravane dans mon cartable, Michel Garnier (Francia 2000)
  • O Topanki – About the Shoes, Rozálie Kohoutová (Rep. Ceca 2007)
  • La cité des Roms, Frédéric Castaignède (Francia 2008)
  • L'École du voyage, Joëlle Novic (Francia 2009)
  • Da Barbiana al campo nomadi: i bambini rom e la scuola, Davide Falcioni, Andrea Cottini, Associazione 21 luglio (Italia 2011)
  • Our school, Mona Nicoar, Miruna Coca-Cozma (USA/Svizzera 2011)
  • Linea 40 – Lo scuolabus per soli bambini rom, Adriana Arrighi, Carlo Stasolla e Andrea Anzaldi (Italia 2011)
  • I bambini rom, la scuola e il Piano Nomadi di Roma, Associazione 21 luglio (Italia 2012)

I rapporti con gli enti locali e il terzo settore, la questione abitativa

  • Rom tour, Giorgio Garini, Silvio Soldini (1999 Svizzera/Italia)
  • Enfants gitans socialement kidnappés, Laura Quaclia (Italia 2000)
  • Everyday Life of Roma Children from Block 71, Ivana Todorovic(Serbia 2006)
  • Massimina: liberare il quartiere dai suoi mali, Salvatore Mereu (Italia 2006)
  • La bougie n'est pas faite de cire mais de flammes, Marion Gervais (Francia 2008)
  • Nati clandestini, Riccardo Micalizio (Italia 2009)
  • Dalla baracca al container, Riccardo Micalizio (Italia 2009)
  • The Source - One Day in a Roma Settlement in Romania, Jaap De Ruig (Olanda 2009)
  • Campus Rom, c'era una volta Savorengo Ker, Fabrizio Boni e Giorgio de Finis (Italia 2010)
  • La casa di carta, Andrea Anzaldi, Aurora Sordini, Carlo Stasolla (Italia 2012)
  • Campososta, Stefano Liberti, Enrico Parenti (Italia 2013)

Criminalizzazione dei comportamenti dei rom e conflitti con i gagé

  • L'uomo perfetto, Tony Gatlif (Francia 1982)
  • Un’anima divisa in due, Silvio Soldini (Italia 1993)
  • Clejani - Enfants gitans socialement kidnappés, LauraQuaclia(Italia 2000)
  • Via San Dionigi, 93: storia di un campo rom, Tonino Curagi, Anna Gorio (Italia 2007)
  • Rome to Roma, diario nomade, Giorgio De Finis (Italia 2008)
  • Carmen Meets Borat, Mercedes Stalenhoef (Olanda 2009)
  • E questa è casa mia, Antonia Moro (Italia 2011)
  • Me sem rom, Ermelinda Coccia, Davide Falcioni e Andrea Cottini (Italia 2011)
  • Mandiamoli a casa, Federico Tonozzi, Francesco Mele e Sara Marconi (Italia 2011)
  • Mamma Rom, Antonella Cristofaro, Vincenzo Valentino (Italia 2012)

I minori come chiave di accesso al mondo rom

  • Gadjo et Moi, film collettivo (Francia 1997)
  • Ahogy az Isten elrendeli … - Olga's Film, Mohi Sándor (Ungheria 2000)
  • Avec tambours et trompettes, Marina Obradovic, (Francia 2000)
  • Dallas (Roumanie), Rip Hopkins (USA 2001)
  • Komando – Un Village pour l'homme et contre l'homme, Klara Vari, Barbara Morel-Jean, (Ungheria 2005)
  • Un Village pour l'homme et contre l'homme, Klara Vari, Barbara Morel-Jean (Francia 2005)
  • Everyday Life of Roma Children from Block 71Ivana Todorovic (Serbia 2006)
  • Alle Kinder bis auf eines, Andreas Bolm, Noëlle Pujol (Germania 2008)
  • Muha – Fly, Dragan Mišic (Serbia 2008)
  • Ninni ‘ninnì ad occhi aperti, Francesco Pileggi (Italia 2008)
  • Miraculous Water, Malgorzata Mirga-Tas, Marta Kotlarska (Polonia/Gran Bretagna 2008)
  • Io, la mia famiglia rom e Woody Allen, Laura Halilovich (Italia 2009)*
  • Recardo Muntean Rostas, Stanislas Zambeaux (Belgio 2010)
  • #UP! #4 – Romeo e Giulietta, Massimo Coppola (Italia 2012)
  • La canzone di Rebecca, Roberto Malini (Italia 2012)
  • La palestra, Maria Grazia Liguori e Francesco Calandra (Italia 2012)

L’alterità rom come valore e le storie di integrazione riuscita

  • Mondo, Tony Gatlif (Francia, 1996)
  • Swing Tony Gatlif (Francia 2001)*
  • Japigia Gagi, Giovanni Princigalli (Italia 2003)
  • Adisa o la storia dei mille anni, Massimo D’Orzi (Italia 2004)
  • Citizen Manouche, Thomas Chansou(Francia 2005)
  • Miracolo alla Scala, Claudio Bernieri (Italia 2006)
  • Gipsy Summer, Kristina Nikolova (Bulgaria 2006)
  • La bougie n'est pas faite de cire mais de flammes, Marion Gervais (Francia 2008)
  • Io, la mia famiglia rom e Woody Allen, Laura Halilovich (Italia 2009)*
  • #UP! #4 – Romeo e Giulietta, Massimo Coppola (Italia 2012)
  • La palestra, Francesco Calandra (Italia 2012)
  • Rom, cittadini dell’Italia che verrà, Christine Pawlata, Nicola Moruzzi (Italia 2012)
  • Zingarò, Marilisa Piga, Nicoletta Nesler, Nicola Contini (Italia 2012)

Marco Dalla Gassa e Fabrizio Colamartino