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Coccole, sorrisi e scambio di tenerezze fra genitori e bambini al centro di uno studio dell'Università di Harvard, una delle fonti utilizzate dal rapporto sulla cura dell'infanzia realizzato dall'Unicef.

Genitori distratti, assenti, lontani dai propri figli. Un ritratto familiare senza tempo, che oggi, tuttavia, assume dimensioni e significati diversi. La società cambia, i rapporti, le situazioni mutano.
Oggi molti bambini trascorrono la maggior parte della propria infanzia in strutture fuori casa. Le loro madri hanno un impiego, alcune spinte da nuove opportunità occupazionali, altre costrette dalla necessità di tornare a lavorare già nei primi mesi di vita del bambino.

In uno scenario come questo, in continua e rapida evoluzione, non è scontato chiedersi quanto spazio rimanga alle tenerezze, al linguaggio intimo fatto di coccole e sorrisi, ripetizione di suoni e di piccoli gesti che contraddistingue il rapporto fra genitore e figlio nei primi anni di vita. E, soprattutto, quanto questa relazione, basata sulla cura e sull'affetto, incida sullo sviluppo emozionale, fisico, cognitivo e linguistico del bambino.

Un'accurata indagine su questo tema si trova in The science of early childhood development, studio del Centro sul bambino in età evolutiva dell'Università di Harvard che esplora il ruolo e i significati del vocabolario base che si stabilisce immediatamente fra genitori e neonati, ispirato a coccole, sorrisi e scambio di tenerezze. Proprio questo linguaggio, fatto di piccoli gesti, si rivela un requisito “essenziale per lo sviluppo sano dei circuiti cerebrali e di abilità sempre più complesse”. E' la conclusione cui approda la ricerca di Harvard, nell'indagine su un tema – il rapporto fra genitore e neonato – che non si presta facilmente all'analisi scientifica.

Dallo studio emerge, quindi, il ruolo centrale del vocabolario base che contraddistingue il rapporto fra i genitori e i loro piccoli, elemento essenziale per lo sviluppo non soltanto emozionale e fisico, ma anche cognitivo e linguistico del bambino. Grazie a coccole e tenerezze, infatti, il piccolo assimila più rapidamente, e apprende abilità sempre più complesse, stimolate dal rapporto con i genitori.

Una relazione basata sulla cura e sull'affetto si rivela, inoltre, un ottimo antidoto contro l'innalzamento dei livelli di stress nei primi mesi e anni di vita, e un elemento importante nel processo di costruzione dell'identità del bambino. Risposte dei genitori positive e incoraggianti, basate su un linguaggio affettuoso, contribuiscono a sviluppare motivazione, fiducia e competenze.

La ricerca di Harvard è una delle fonti utilizzate dal Report card 8 Come cambia la cura dell'infanzia, realizzato dall'Unicef Centro di ricerca Innocenti, e presentato l'11 dicembre a Roma. Lo studio offre un quadro comparativo dei servizi educativi e della cura per la prima infanzia nei Paesi economicamente avanzati. Un'indagine sul ruolo e la qualità dei servizi educativi e della cura che invita a riflettere sui rapidi cambiamenti della società moderna in tema di educazione e assistenza all'infanzia. (bg)

 

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