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In una società sempre più multiculturale come quella moderna, i temi della diversità, dell'integrazione scolastica, della solidarietà fanno discutere, dividono, in altri casi diventano terreno fertile per progetti e proposte. Lo confermano i recenti fatti di cronaca, il dibattito sulle classi separate, e, sempre in ambito scolastico, il recente provvedimento dell'amministrazione comunale di Vicenza sul limite massimo di alunni stranieri in classe, per favorire l'integrazione ed evitare il fenomeno delle classi-ghetto.

In questo contesto, e soprattutto in ambito scolastico, l'educazione interculturale propone nuovi spazi di riflessione, invita a sperimentare soluzioni diverse che aprano la strada al confronto e al dialogo fra le culture. Sul tema interviene Vinicio Ongini, esperto di intercultura del Ministero dell'istruzione.

«La scuola - spiega l'esperto - privilegia il linguaggio delle parole. In realtà esistono molti altri linguaggi, che ci raccontano le peculiarità di ogni cultura, le sue sfumature: così il gioco, lo sport, la musica, le fiabe. In ambienti scolastici caratterizzati dalla presenza di alunni stranieri che non conoscono la lingua italiana l'utilizzo di questi linguaggi si rivela uno strumento prezioso, in grado di aiutare gli studenti nell'apprendimento della lingua».

Le parole, insomma, non sono l'unico veicolo per comunicare. I ragazzi possono trovare punti di contatto, affinità, occasioni di dialogo anche attraverso il linguaggio del corpo, della musica, del gioco. «Ci sono tanti tipi di intelligenza - precisa Ongini -, così come esistono diverse possibilità di mettere alla prova gli studenti. Di fronte a un alunno che non conosce la lingua italiana è necessario mettere in campo linguaggi diversi, che rappresentano ulteriori stimoli nell'apprendimento della lingua».

I linguaggi che raccontano peculiarità, sfumature, tratti salienti di una cultura non sono solo i giochi, la musica, le fiabe, ma anche i tessuti, gli abiti, le scarpe. Su questo tema invita a riflettere il convegno Nei panni degli altri. Pensare la diversità, educare all'intercultura, in programma il 14 febbraio, dalle 9.30 alle 18.30, a Firenze, in piazza del Carmine, 10.

L'iniziativa, promossa dall'assessorato alla pubblica istruzione e dalla commissione cultura istruzione sport del Comune di Firenze, propone una lettura interdisciplinare dell'educazione all'intercultura, incentrata sui diversi linguaggi. Nel corso del convegno, coordinato da Ongini insieme a Laura Darsié, scrittori, musicisti, ricercatori e antropologi si confronteranno sul tema della multiculturalità e dell'immaginario infantile, portando alcuni esempi del ruolo dei diversi linguaggi nell'educazione all'intercultura.

Sempre sul tema dell'intercultura, il seminario Oltre l'accoglienza. Percorsi per l'integrazione degli adolescenti stranieri tra scuola e società, in programma il 19 febbraio, a Bologna, propone un'occasione di studio sulle buone pratiche di accoglienza e integrazione degli adolescenti stranieri a scuola e nella società. (bg)