Famiglie costrette a rinunciare alle vacanze, dati #Conibambini 2026 [1]
Le vacanze non rappresentano solo un’opportunità di svago per bambini e ragazzi, ma sono anche un’occasione importante di crescita personale. Una lunga pausa per fare nuove amicizie, visitare altri luoghi e condividere esperienze educative e formative di qualità. Purtroppo non tutti i genitori con figli minorenni possono permettersi alcuni giorni lontano da casa. Secondo i dati dell’Osservatorio #Conibambini sulle famiglie con figli costrette a rinunciare alle vacanze per motivi economici, pubblicati sul sito dell’impresa sociale Con i Bambini, nel 2025 il 33,2% dei nuclei familiari con un figlio minorenne non ha potuto permettersi di fare almeno una settimana di vacanze. Quota che sale al 53,3% quando ci sono tre o più figli.
«Questa situazione – si spiega nel sito dell’impresa sociale - genera una disparità nelle occasioni di apprendimento rispetto ai coetanei che possono fare questo tipo di esperienze. Ciò comporta l’attivazione di un meccanismo intimamente connesso con quello della povertà educativa, da più punti di vista: un bambino che durante l’estate non ha la possibilità di viaggiare con la propria famiglia, visitare luoghi o anche solo trascorrere del tempo fuori casa ha maggiori probabilità di vedere limitati diritti fondamentali come quelli al gioco, al tempo libero e all’apprendimento. Una prerogativa, quest’ultima, che non si realizza solo tra i banchi di scuola».
La percentuale di famiglie che non possono permettersi una vacanza è in crescita rispetto all’anno precedente: tra i nuclei familiari con due figli minorenni l’aumento è di circa 1,5 punti percentuali; un valore che cresce a 5,1 nel caso di un figlio e a 8,9 quando ci sono tre o più figli. «Le situazioni di maggiore fragilità economica possono dipendere da numerosi fattori. Uno di quelli che potenzialmente espone di più alle fragilità è quello delle famiglie con figli piccoli a carico che si mantengono su un’unica fonte reddituale».
Le famiglie monoreddito con almeno un figlio piccolo a carico sono in calo su 1.098 comuni italiani, mentre sono in aumento in 1.242. Per quanto riguarda i capoluoghi, 39 sono in aumento mentre 73 sono in calo. La diminuzione più ampia si registra ad Andria, passata dall’incidenza del 45,5% al 42,8% (-2,76 punti percentuali). Seguono Bologna (-2,23, da 45,2% a 43%) e Pescara (-1,94, tra 49,7% e 47,8%). Al contrario, sono maggiori gli aumenti registrati a Nuoro (2,08 punti percentuali, da 46,8% a 48,9%), Oristano (1,95, tra 47,0% e 48,9%) e Potenza (1,64, tra 43,9% e 45,5%).
L’Osservatorio sulla povertà educativa #Conibambini nasce dalla collaborazione fra l’impresa sociale Con i Bambini e la Fondazione Openpolis per promuovere un dibattito sulla condizione dei minorenni in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte. L’obiettivo è aiutare il decisore a mettere in atto politiche a sostegno dei bambini e dei ragazzi che vivono in stato di disagio, attraverso l’elaborazione di analisi e approfondimenti a disposizione di tutti coloro che a vario titolo si confrontano sul tema della povertà educativa minorile.
Si possono consultare i dati [6] sul sito di Con i Bambini.
Altri materiali e notizie si trovano su questo sito alle tematiche Povertà [7] e Tempo libero [8], raggiungibili dal menù di navigazione “Temi”.
