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Il 3 marzo scorso la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato il Protocollo per l'identificazione e per l'accertamento olistico multidisciplinare dell'età dei minori non accompagnati. Un documento molto importante, che aggiorna un precedente protocollo redatto alcuni anni fa e mira a garantire il rispetto dei diritti dei bambini e degli adolescenti stranieri che arrivano soli in Italia.
In alcuni casi succede infatti che questi ragazzi vengano erroneamente identificati come maggiorenni e quindi privati delle misure di protezione alle quali hanno diritto come minori.
«L'accertamento dell'età», si spiega nel documento, «risulta sostanziale anche riguardo all'imputabilità, in quanto il minore non è imputabile se infraquattordicenne, e riguardo alla competenza degli organi giudiziari ed amministrativi, poiché se il ragazzo è infradiciottennne al momento della commissione del reato la competenza è del Tribunale per i minorenni e del Dipartimento per la giustizia minorile, altrimenti è del Tribunale ordinario e del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. La mancanza di una chiara sequenza condivisa tra diversi soggetti istituzionali di atti/azioni da compiere per la valutazione dell'età anagrafica nel rispetto dei diritti del minore, ha determinato una grande variabilità di comportamenti assunti dalle varie istituzioni nel territorio nazionale e ha prodotto una serie di criticità particolarmente rilevanti in materia di accertamento dell'età anagrafica, in violazione dei diritti del minore».
La procedura descritta nel protocollo può essere avviata solo dopo avere rispettato i principi e le indicazioni riportati nel quarto capitolo.

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