Ricerca per parola chiave

Nel 2018 20 milioni di bambini nella fascia di età compresa tra zero e un anno non hanno ricevuto la dose di vaccino trivalente contro difterite, tetano e pertosse (DTP3). Sempre in riferimento alla stessa fascia di età, la copertura vaccinale contro il morbillo si è arrestata intorno all’86%, ben al di sotto del livello di sicurezza (95%) raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Lo rivelano i dati diffusi di recente da Oms e Unicef, dai quali emerge che la maggior parte dei minorenni non vaccinati vive nei Paesi più poveri, più fragili rispetto ai cambiamenti climatici o colpiti da conflitti armati.
Quando questi bambini si ammalano, rischiano le conseguenze più drammatiche e hanno minori probabilità di accedere a farmaci e cure che potrebbero salvare loro la vita.
«Gravi disparità nell’accesso ai vaccini – si legge nel sito dell’Unicef - persistono fra i diversi Stati e al loro interno, a prescindere dal livello di ricchezza. Ciò ha portato a devastanti epidemie di morbillo in molte parti del mondo, inclusi in paesi che hanno complessivamente elevati tassi di copertura vaccinale - come l’Italia, ad esempio».
Secondo i dati delle due organizzazioni, nel 2018 sono stati segnalati globalmente quasi 350.000 casi di morbillo, più del doppio rispetto al 2017.
Gli Stati Uniti sono in cima alla graduatoria dei Paesi ad alto reddito per numero di bambini che non hanno ricevuto la prima dose di vaccino contro il morbillo nel 2018. A seguire, Francia e Regno Unito, dove si registrano, rispettivamente, 72.000 e 61.000 minorenni privi di copertura vaccinale. L’Italia è al quinto posto di questa classifica: il tasso di copertura (93%) sta risalendo grazie alle misure recenti (ripristino dell’obbligatorietà), ma ancora 31.922 bambini non hanno ricevuto la prima dose di vaccino contro il morbillo.

(Crediti foto)