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Il 6 febbraio 2018 si celebra la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (mgf), pratica lesiva dei diritti umani che ha conseguenze gravissime sulla salute fisica e psichica delle bambine e delle ragazze che la subiscono. Secondo i dati dell'Unicef e dell'Unfpa, nel mondo, oggi, almeno 200 milioni di ragazze e donne hanno subito mutilazioni genitali.
Nonostante il fenomeno sia ancora molto diffuso, soprattutto in alcuni Paesi, sta crescendo una pressione per eliminare questa pratica così dannosa per la salute e il benessere delle giovani donne: i dati Unicef e Unfpa rivelano infatti che dal 2008 oltre 25 milioni di persone in circa 18.000 comunità in 15 Paesi hanno pubblicamente ripudiato le mutilazioni genitali femminili. A livello globale, la diffusione è declinata di circa un quarto dal 2000.
«Ma i trend delle popolazioni in diversi paesi tra i più poveri al mondo, dove le mutilazioni genitali femminili sono ancora praticate - spiega l’Unicef -, minacciano di ridurre i progressi compiuti. Entro il 2030, oltre un terzo di tutte le nascite nel mondo avverrà in 30 paesi in cui si praticano le mutilazioni genitali femminili. Se i progressi per proteggere il sempre maggior numero di ragazze a rischio in questi paesi non avanzeranno in modo più veloce, entro il 2030 milioni di ragazze potrebbero esser state sottoposte a questa pratica».
Per questo è importante tenere alta l’attenzione sul fenomeno e la Giornata del 6 febbraio si pone proprio in quest’ottica: le iniziative organizzate in tutto il mondo per celebrare la ricorrenza puntano a sensibilizzare sul tema, anche attraverso i social media.
Ne è un esempio il video One Voice, realizzato da giovani attivisti provenienti dall’Africa e dall’Europa, che Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo) lancerà in occasione della Giornata su tutti i suoi canali social.
ActionAid, invece, propone una mobilitazione online e invita tutti a condividere il post che sarà pubblicato il 6 febbraio sulla pagina Facebook della onlus. L’hashtag per seguire la campagna su tutti i social è #endFGM: testimonial, attivisti e influencer pubblicheranno sui loro profili foto con indosso un fiore viola, il soffione, simbolo di libertà ed espressione del desiderio di lasciar andare il passato, per un futuro libero da vincoli fisici ed emotivi.
Fra le altre iniziative, la rassegna Women’s Week (6-9 febbraio, Centro Zonarelli di Bologna), che prevede una mostra fotografica e due incontri, e la conferenza Aspetti giuridici, culturali e sanitari delle mutilazioni genitali femminili e il fenomeno delle spose bambine (6 febbraio, Centro di cultura, formazione e attività forensi, Genova).