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È online, sul sito della Fondazione Ismu, il rapporto La dispersione scolastica nel Comune di Milano. Il volume mette a fuoco le caratteristiche principali del fenomeno nel  territorio milanese attraverso vari dati (Miur, censimento nazionale, Invalsi, indagine Ocse-Pisa) e riporta un approfondimento sul campione (non rappresentativo) dei 607 studenti a rischio dispersione  scolastica coinvolti nelle attività di sostegno previste dal progetto Manchi solo tu, realizzato dal Comune di Milano, dalla Fondazione Ismu e da altre realtà.
Secondo i dati del rapporto dell’Osservatorio sulla dispersione scolastica del Comune di Milano, curato da Emanuela Bonini e Mariagrazia Santagati, nell’anno scolastico 2015/2016 le mancate reiscrizioni al secondo anno di studi sono state del 14,4% mentre quelle al terzo anno del 5,3%, con entrambi i dati in aumento rispetto all’anno scolastico 2014/2015, soprattutto per gli studenti stranieri.
Nell’anno scolastico 2015/2016, inoltre, è aumentato il numero assoluto degli studenti, principalmente maschi, che ripetono il primo anno di corso: 2.131, pari a circa uno studente ogni 8 (uno ogni 5 tra gli stranieri). Nel secondo anno la quota di ripetenti è minore: 1.110 casi nell’anno scolastico 2015/2016.
«I dati del Censimento Istat 2011 – si legge nel volume - consentono di arricchire il quadro delle tematiche e dei confronti territoriali». Secondo i dati censuari, il 2,2% dei milanesi tra i 15 e i 19 anni risulta aver abbandonato gli studi prima del conseguimento della licenza di scuola secondaria di primo grado: valore in linea con la media italiana ma superiore a provincia e regione. Viceversa, risultano favorevoli a Milano i dati sull’incidenza degli abbandoni prima del diploma (10,6% tra i 15-24enni), sull’incidenza dei giovani che non studiano né lavorano (14,2% tra i 15-29enni) e sulla percentuale di stranieri iscritti a un corso di studi o professionale (48% tra i 15-24enni stranieri).
La diffusione del fenomeno è variabile tra i diversi quartieri della città. Secondo i dati del censimento 2011, un giovane tra i 15 e 24 anni ogni 8 ha smesso di studiare prima di ottenere il diploma a Milano: in relazione a questo indicatore è ampio il gap che separa i quartieri più svantaggiati e periferici (tra cui Comasina, Quarto Oggiaro Farini, Monluè Ponte Lambro e Ortomercato) da quelli più avvantaggiati e centrali (tra cui Pagano, Vigentina, Brera,  Duomo).
I dati dell’indagine Ocse-Pisa evidenziano che in Lombardia la quota di studenti con risultati bassi (low performer) è inferiore rispetto alla media italiana, ma simile in confronto al Nord-Ovest. I maschi con risultati scolastici bassi sono presenti in misura maggiore in lettura (+4,7 punti percentuali rispetto alle femmine), le femmine in matematica (+5,6 punti percentuali). In merito alla cittadinanza, si confermano quote inferiori per gli studenti nativi rispetto ai loro compagni stranieri, in particolare di prima generazione (40,1% in lettura e 42,6% in matematica). Gli studenti low performer appartengono a famiglie con uno status socioeconomico inferiore rispetto a quello dei genitori degli altri loro coetanei e hanno valori più bassi anche negli indici relativi all’accesso a risorse educative domestiche e all’accesso e fruizione di esperienze culturali.