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Il tutore volontario di minori stranieri non accompagnati - figura introdotta dalla legge 47/2017 - ha un ruolo molto importante: è un adulto disponibile a esercitare la rappresentanza legale dei bambini e dei ragazzi stranieri che arrivano da soli nel nostro Paese, avendo cura che vengano tutelati i loro interessi, ascoltati i loro bisogni, coltivate le loro potenzialità e garantita la loro salute. Per facilitare il compito dei tutori volontari Save the children ha realizzato una guida, disponibile online sul sito dell’organizzazione.
Secondo i dati dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza al 23 febbraio 2018, quasi 4.000 cittadini, in tutta Italia, hanno dato la loro disponibilità a diventare tutori volontari. Da una prima rilevazione condotta da Save the Children in collaborazione con alcuni Garanti regionali su 2.000 tutori volontari, emerge che si tratta soprattutto di donne (3 su 5), con un’età media compresa tra i 40 e i 50 anni e per la maggior parte con un percorso universitario alle spalle, in particolare nelle facoltà di giurisprudenza, socioeducative e sanitarie.
«Ogni bambino e ogni adolescente che è arrivato solo in Italia cercando rifugio – spiega Save the children – deve essere protetto e tutelato. In quanto minorenne, ognuno di loro ha il diritto di essere affiancato da un tutore che vigili e garantisca il rispetto dei diritti che la legge gli attribuisce. Prima della L. 47/2017 tale compito veniva generalmente affidato al tutore istituzionale, che poteva essere il Sindaco del comune dove il minore era stato accolto, l’Assessore o altri attori istituzionali. Il tutore istituzionale, tuttavia, a causa dell’elevato numero di minori che spesso era chiamato ad affiancare, non riusciva sempre a garantire un accompagnamento basato su un’approfondita conoscenza del minore stesso».
La guida, suddivisa in tre sezioni, intende dare supporto e aiuto per gestire alcune delle questioni che i tutori dovranno affrontare durante lo svolgimento dei propri compiti.
La prima sezione presenta un inquadramento generale sulla figura (cause di incompatibilità, quando termina la tutela volontaria, gratuità dell’istituto, ecc.), la seconda illustra i compiti e le responsabilità del tutore volontario e la terza, infine, è dedicata alle buone pratiche di comportamento.