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Sono più di 1,2 miliardi, nel mondo, i bambini che rischiano di morire prima di aver compiuto 5 anni, di soffrire le conseguenze della malnutrizione, di non andare a scuola e ricevere un’istruzione o di essere costretti a lavorare o a sposarsi. Il nuovo rapporto di Save the children Le tante facce dell’esclusione traccia un quadro della condizione dei minorenni a rischio da cui emerge che sono ancora troppi gli ostacoli che impediscono a molti bambini di vivere appieno la propria infanzia.
Secondo i dati del rapporto, il Niger si conferma il Paese al mondo dove l’infanzia è più a rischio, seguito da Mali, Repubblica Centrafricana, Ciad e Sud Sudan, mentre Singapore e Slovenia condividono il primo posto della classifica dei 175 Paesi dove i minori hanno maggiori opportunità di vivere pienamente la propria condizione di bambini. Seguono, tra i Paesi più a misura di bambino, la Norvegia, la Svezia e la Finlandia. L’Italia si posiziona invece all’ottavo posto a pari merito con la Corea del Sud.
Altri dati rivelano che nei Paesi in via di sviluppo un minore su 5 vive in povertà estrema, soprattutto in Africa sub-sahariana (dove i bambini in questa condizione sono il 52% del totale a livello globale) e Asia meridionale (36%), con l’India che da sola tocca quota 30%. La piaga della povertà riguarda anche le aree economicamente più avanzate, con ben 30 milioni di bambini e ragazzi che nei Paesi Ocse vivono in povertà relativa grave, tra cui 6 milioni solo negli Usa. I minori più poveri hanno mediamente il doppio delle probabilità (da 3 a 10 in Asia orientale) di non superare i 5 anni di vita rispetto ai loro coetanei provenienti dalle famiglie più ricche.
Il rapporto analizza anche altri aspetti, come i diritti negati dei minori nelle zone di guerra e le discriminazioni contro le bambine e le ragazze.
Un bambino su 5 al mondo che muore prima dei 5 anni si trova in Paesi fragili e dilaniati dai conflitti così come 122 milioni di minori malnutriti vivono in aree colpite da guerre e violenze. 27 milioni di bambini e adolescenti sono attualmente tagliati fuori dall’educazione, perché le loro scuole sono prese di mira dagli attacchi, occupate dai gruppi armati o perché i genitori hanno paura di mandare i figli a scuola.
Per quanto riguarda le discriminazioni di genere, i dati evidenziano che le ragazze hanno maggiori probabilità dei coetanei maschi di non mettere mai piede in classe nella loro vita. Stime recenti rivelano che circa 15 milioni di bambine in età scolare (scuola primaria) non avranno mai la possibilità di imparare a leggere e scrivere rispetto a 10 milioni di coetanei maschi. Di queste, 9 milioni vivono in Africa sub-sahariana, dove d’altra parte si trovano ¾ delle ragazze fuori dalla scuola nel mondo.
I matrimoni precoci rappresentano una delle principali barriere che impediscono alle bambine e alle ragazze di accedere all’istruzione. Oggi, nel mondo, 12 milioni di ragazze si sposano ogni anno prima dei 18 anni, spesso perché le famiglie più svantaggiate credono che dare in sposa le proprie figlie sia l’unica via possibile per assicurare loro il sostentamento.