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Il gioco d’azzardo è un fenomeno che riguarda anche molti adolescenti. Per dare un aiuto a genitori e operatori l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù ha realizzato una guida che offre suggerimenti su come riconoscere e gestire il problema e indica i percorsi terapeutici da seguire in caso di vera e propria dipendenza.
La guida - curata da Roberto Averna, dell’Unità operativa di Neuropsichiatria infantile – spiega cosa sono le dipendenze, cos’è il gioco d’azzardo patologico, quali sono i segnali a cui devono prestare attenzione i genitori, quali sono le cause del fenomeno e i possibili percorsi terapeutici. Un capitolo del volume, infine, è dedicato alla prevenzione.
«L’attenzione da parte della famiglia – sottolineano gli esperti dell’Ospedale Bambino Gesù - è fondamentale per cogliere tutti i segnali che indicano una possibile dipendenza. Tra questi, l’interesse continuo per il gioco d’azzardo, le ridotte capacità di controllo sul tempo dedicato a questa occupazione, il disinteresse per lo studio e per le altre attività ricreative, il calo della resa scolastica, le frequenti assenze ingiustificate, l’ansia, l’irritabilità, gli atteggiamenti aggressivi non motivati, i disturbi del sonno e l’insorgere di comportamenti fino a quel momento considerati inusuali come mentire ripetutamente o rubare in casa».
Gli esperti spiegano che il risultato del piano di cura è strettamente legato alla motivazione che spinge il ragazzo ad aderire al progetto terapeutico: «la cura si basa su incontri di psicoterapia individuali, familiari o di gruppo. L’obiettivo primario è creare un’alleanza con i giovani pazienti per rinforzare la motivazione e l’adesione al trattamento e per renderli più consapevoli del problema. Per proteggerli dal contatto con l’esperienza del gioco patologico, il terapeuta potrà dare alcune indicazioni di comportamento, come, ad esempio, evitare luoghi (sale scommesse) o situazioni di rischio (frequentare amici dediti al gioco e imitarne l’atteggiamento)».
Per chiedere informazioni sul fenomeno, segnalare una situazione di rischio o ricevere l’aiuto degli specialisti di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Bambino Gesù, si può scrivere un’e-mail all’indirizzo iogioco@opbg.net. In base alla gravità della richiesta, un team di psicologi e psichiatri valuterà l’approccio più adatto: potrà fornire consigli o suggerire una visita con un neuropsichiatra infantile per ulteriori approfondimenti.