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Aumentano i bambini rifugiati che non frequentano la scuola, ad oggi quattro milioni. Lo rivela il nuovo rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) Turn the Tide: Refugee Education in Crisis.
Secondo il documento il numero di minori rifugiati che non vanno a scuola è cresciuto di mezzo milione in un solo anno.
Dal rapporto emerge che solo il 61% di questi bambini frequenta la scuola primaria, rispetto al 92% dei coetanei nel mondo, e con l’età il divario aumenta. Quasi due terzi degli alunni rifugiati della primaria non continuano gli studi; in totale, il 23% frequenta la scuola secondaria, rispetto all’84% dei bambini su scala globale.
Per quanto riguarda l’istruzione superiore, la situazione è particolarmente critica: se nel mondo l’iscrizione scolastica a tale livello è pari al 37%, nel caso dei rifugiati la percentuale scende all’1%, una cifra che nel corso degli ultimi tre anni non è cambiata.
«Il rapporto – si spiega nel sito dell’Unhcr - mette in evidenza i progressi compiuti da coloro che hanno sottoscritto la Dichiarazione di New York per i Rifugiati e i Migranti, impegnandosi a garantire l’iscrizione a scuola di 500.000 bambini rifugiati senza istruzione nel 2017. Sollecita inoltre a far di più per consentire a tutti i rifugiati di beneficiare dell’istruzione di qualità che meritano».
Il documento, inoltre, invita i Paesi che accolgono bambini rifugiati a iscriverli nei sistemi scolastici nazionali con programmi di studio adeguati per la scuola primaria e secondaria, affinché possano ottenere un titolo valido per proseguire gli studi universitari o intraprendere un percorso di formazione professionale superiore.
Nel rapporto si ricorda che i Paesi nelle regioni in via di sviluppo ospitano il 92% dei rifugiati in età scolare a livello globale e hanno bisogno di un maggiore sostegno finanziario da parte della comunità internazionale.