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I bambini migranti detenuti in Messico fra il 2016 e aprile 2018 sono 68.409. È quanto emerge dal rapporto Unicef Sradicati in America Centrale e Messico - Bambini migranti e rifugiati affrontano un circolo vizioso di difficoltà e pericoli, un’analisi delle sfide che devono sostenere i minorenni e le famiglie migranti e rifugiate durante il difficile processo di migrazione e rimpatrio.
I dati del rapporto rivelano che circa 96.216 migranti dall’America centro-settentrionale, fra cui 24.189 donne e bambini, sono stati rimpatriati dal Messico e dagli Stati Uniti fra gennaio e giugno di quest’anno.
El Salvador, Guatemala e Honduras sono fra i Paesi più poveri dell’emisfero occidentale (i minori che vivono in povertà sono, rispettivamente, il 44%, il 68% e il 74%).
La violenza delle gang è pervasiva in molte comunità dell’America centro-settentrionale, con bambini presi come obiettivo di reclutamento, abusi e persino omicidio. In Honduras, per esempio, fra il 2008 e il 2016 circa un minorenne ogni giorno è stato vittima di omicidio.
«La separazione familiare e la detenzione da parte delle autorità competenti in materia di migrazione – si spiega nella presentazione - sono esperienze fortemente traumatizzanti che possono pregiudicare lo sviluppo a lungo termine del bambino. Tenere le famiglie unite e supportare alternative alla detenzione sono misure fondamentali per assicurare il superiore interesse dei bambini migranti e rifugiati».
Il rapporto, inoltre, contiene una serie di raccomandazioni per tenere i minori rifugiati e migranti al sicuro e ridurre i fattori che spingono le famiglie e i più piccoli a lasciare le loro case in cerca di sicurezza o di un futuro con maggiori speranze attraverso rotte migratorie irregolari e pericolose.