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È rivolto a educatori, assistenti sociali, pediatri e psicologi il quinto seminario formativo organizzato da Save the children nell’ambito del progetto Generazioni connesse Dall’Internet of Things&Toys all’importanza del coding nell’ambito dei Big Data: sfide e opportunità al tempo degli smart toys. L’incontro - aperto anche a docenti, genitori, operatori e professionisti che si occupano di minori - si svolgerà il 25 settembre a Napoli, nell’Aula Magna Massimilla della Facoltà di ingegneria dell’Università Federico II (Piazzale Vincenzo Tecchio 80).
«L’Internet of Things&Toys – si spiega nella presentazione dell’evento - è una rete formata da miliardi di misuratori e sensori in costante ascolto e raccolta di tutto quello che avviene nell’ambiente esterno circostante (il telefonino o l’orologio possono interagire tra di loro o con lo la smart tv ad esempio) e nei prossimi anni diventerà probabilmente la principale fonte di dati sull’intero pianeta. Ciascuno di questi dati, preso singolarmente, potrebbe non avere valore in sé ma la capacità analitica dalle applicazioni dei Big Data consente di creare potenzialmente profili accurati e predittivi delle scelte future degli individui, la cui esistenza, contenuto e scopo rimangono per lo più sconosciuti agli interessati stessi».
Uno degli obiettivi del seminario è proprio quello di approfondire la conoscenza del mondo dell’Internet of Things&Toys.
L’incontro, inoltre, si propone di sensibilizzare operatori, genitori e docenti sulle pratiche di raccolta dei dati personali presenti in molte app per smartphone: «tutti noi, ma soprattutto i più giovani – si sottolinea nella presentazione - accettiamo senza discutere le condizioni d’uso delle app che ci piacciono, senza domandarci cosa ne è dei nostri dati. Ma i software (gli “algoritmi malevoli” che profilano gli utenti) non sono enti astratti quanto piuttosto artefatti concreti realizzati dai programmatori. E allora può essere interessante andare a vedere da vicino come sono fatti. Se però leggere un codice sorgente è di solito qualcosa di complesso, esistono oggi ambienti di sviluppo visuali, come AppInventor o Swift Playground, che sono abbastanza semplici da essere capiti da tutti e possono essere utilizzati per capire meglio come, praticamente, una app possa raccogliere dati e inviarli al server dell’azienda che lo produce».
Il progetto Generazioni connesse - cofinanziato dalla Commissione europea all'interno del programma Connecting Europe Facility e coordinato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in partenariato con il Ministero dell'interno-Polizia postale e delle comunicazioni e altri soggetti – mira a promuovere strategie finalizzate a rendere internet un luogo più sicuro per gli utenti più giovani.