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I giovani “care leavers” (neomaggiorenni in uscita da percorsi in comunità o in affido) si trovano spesso soli e disorientati di fronte a sfide importanti, come cercare una casa o un lavoro. A loro è dedicato l’incontro promosso da Sos Villaggi dei Bambini Il futuro si costruisce giorno per giorno. Il punto di vista dei care leavers sulla preparazione all’autonomia, in programma il 6 novembre a Roma, nella sede del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (viale David Lubin 2).
«L’evento – spiegano gli organizzatori - vuole contribuire a portare la voce di questi ragazzi all’attenzione del Governo e delle Istituzioni in un momento storico in cui la Commissione Bilancio del Senato ha approvato un fondo sperimentale di 15 milioni di euro che aiuterà nel loro percorso una parte dei care leavers italiani. È indispensabile che dopo la sperimentazione tale fondo diventi permanente e sostenga percorsi adeguati di accompagnamento all’autonomia».
Durante l’incontro i giovani del Care leavers network di Agevolando (rete informale di giovani che vivono o hanno vissuto esperienze di accoglienza fuori famiglia, coinvolti in un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva) e i ragazzi del Gruppo Giovani di Sos Villaggi dei Bambini presenteranno la loro esperienza e le loro raccomandazioni.
Fra i rappresentanti istituzionali interverranno Luigi Di Maio, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Vincenzo Spadafora, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai giovani e alle pari opportunità, e Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
Secondo i dati del report italiano della ricerca Una risposta ai care leavers: occupabilità e accesso ad un lavoro dignitoso, i ragazzi e le ragazze che ogni anno nel nostro Paese escono da percorsi di accoglienza perché diventano maggiorenni sono 3.000. Il report, curato da Sos Villaggi dei Bambini Italia, è l’approfondimento italiano degli esiti di uno studio internazionale che Sos Children’s Villages International ha realizzato in 11 Paesi (Capo Verde, Cile, Croazia, Ecuador, Italia, Kyrgyzstan, Kosovo, Messico, Togo, Tunisia, Zimbabwe) con il coordinamento scientifico del London University College.