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Il primo febbraio 2019, a Roma (Best Western Hotel Universo, via Principe Amedeo 5B), si terrà il convegno finale del progetto La pena oltre il carcere, realizzato dal Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) in partenariato con il Coordinamento italiano delle case alloggio delle persone con Hiv/Aids (Cica). Un’iniziativa che si è proposta di accrescere le conoscenze e sviluppare interventi innovativi nell’ambito delle pratiche di giustizia riparativa nelle organizzazioni associate ai due coordinamenti, con l’obiettivo di favorire il recupero sociale di detenuti, ex detenuti e persone soggette a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, sia adulti che minorenni.
Al convegno Mediazione, riparazione e riconciliazione. La comunità di fronte alla sfida della giustizia riparativa, organizzato dal Cnca, interverranno rappresentanti istituzionali ed esperti.
«L’evento finale di Roma – spiegano gli organizzatori - vuole essere il momento in cui condividere l’elaborazione del Cnca con gli interlocutori pubblici e istituzionali a livello nazionale, con l’intento di evitare che l’attenzione pubblica e della politica su un tema così importante possa non portare ai risultati che sarebbero auspicabili».
La pena oltre il carcere ha previsto una serie di azioni mirate al raggiungimento di diversi obiettivi, fra i quali: migliorare le abilità dei detenuti e delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria con percorsi educativi e di accompagnamento territoriale; migliorare le conoscenze e le abilità degli operatori sociali del pubblico e del privato sociale impegnati nei percorsi di accompagnamento territoriale e tutoraggio dei detenuti e delle persone soggette a provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
«Le pratiche di giustizia riparativa – si legge nella presentazione del progetto - attivano un percorso di responsabilizzazione delle persone rispetto al reato commesso in un’ottica di comunità. L’adesione ad un percorso riparativo concorre a ricomporre quel “patto di cittadinanza” che è stato infranto con il reato. È l’idea di una pena di comunità, di una gestione della pena e delle conflittualità maggiormente democratica e condivisa, nell’ottica per cui il primo bene da tutelare sono le relazioni tra esseri umani. Il progetto si prefigge dunque di riempire di contenuti positivi una parte del tempo di pena, attraverso attività di mediazione, messa alla prova e l’inserimento in percorsi di impegno volontario, formazione e lavoro presso comunità, associazioni di promozione sociale, di volontariato, cooperative sociali aderenti al Cnca e al Cica che hanno alla base della propria progettualità i principi e i valori della solidarietà, del mutualismo, della cooperazione e collaborazione».