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Più di 3 studenti su 5 dichiarano di essere stati vittime di discriminazione, hanno subito violenze o minacce, sono stati derisi ed emarginati dai loro coetanei o messi al centro di voci negative sul loro conto. È quanto emerge dall’indagine realizzata da SottoSopra, il Movimento Giovani per Save the Children con il sostegno dell’Invalsi, che ha coinvolto oltre duemila studenti di scuole secondarie superiori in tutta Italia.
La ricerca rientra nell’ambito della campagna UP-prezzami contro gli stereotipi, ideata e lanciata dagli oltre 400 ragazzi tra i 14 e i 22 anni che fanno parte del Movimento Giovani per Save the Children.
Secondo i risultati dell’indagine, il 61% degli studenti intervistati ha subito situazioni di discriminazione create dai coetanei. Tra questi, il 19% ha dichiarato di essere stato emarginato ed escluso dal gruppo, mentre il 17% è stato vittima di brutte voci messe in giro sul proprio conto, il 16% deriso e uno su 10 ha subito furti, minacce o pestaggi. Tra chi è stato vittima di discriminazioni, il 32% ha scelto di rivolgersi ai genitori, un altro 32% ha preferito parlarne agli amici, mentre il 31% non si è rivolto a nessuno. Solo un intervistato su 20 ha scelto di rivolgersi agli insegnanti: «un dato – si sottolinea nella presentazione - che assume ancor più peso se pensiamo che proprio la scuola si configura, secondo i risultati dell’indagine, come il luogo principale (45% dei casi) dove gli studenti assistono a discriminazioni nei confronti dei loro compagni di pari età, seguita dal contesto della strada (30%) e dai social (21%)».
Oltre l’80% degli studenti intervistati dichiara che l’omosessualità, l’appartenenza alla comunità rom, l’obesità o il fatto di essere di colore sono le principali “etichette” per le quali le persone rischiano di essere discriminate. A queste seguono l’appartenenza alla religione islamica, l’essere povero o disabile.