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Il 12 giugno si celebra la Giornata mondiale contro il lavoro minorile, fenomeno che coinvolge milioni di bambini in tutto il mondo, con gravissime conseguenze sulla loro salute e sul loro futuro.
«Ancora oggi – si legge nel sito dell’Organizzazione internazionale del lavoro - 152 milioni di bambini sono costretti a lavorare. Il lavoro minorile investe tutti i settori, oltre 7 su 10 di questi minorenni vengono impiegati in agricoltura».
Dai dati diffusi dall’Unicef alla vigilia della Giornata emerge che a livello globale quasi un bambino su 10 è vittima di questa piaga, in Africa circa uno su 5. L’incidenza del lavoro minorile nei Paesi colpiti da conflitti armati – dove vivono circa 250 milioni di bambini – è più alta del 77% rispetto alla media globale, mentre la percentuale di lavori pericolosi è maggiore del 50%.
Fra il 2008 e il 2012 il fenomeno è diminuito solo dell’1% e i progressi nella riduzione del lavoro delle ragazze sono stati il 50% in meno di quelli per i ragazzi. Ai tassi attuali di progresso, 121 milioni di bambini saranno ancora vittime di lavoro minorile nel 2025 e 52 milioni saranno coinvolti in lavori pericolosi.
Secondo i dati diffusi da Save the Children il fenomeno non risparmia neppure il nostro Paese dove, solo negli ultimi due anni, sono stati accertati più di 480 casi di illeciti riguardanti l’occupazione irregolare di bambini e adolescenti, sia italiani che stranieri, di cui più di 210 nei servizi di alloggio e ristorazione, 70 nel commercio all’ingrosso o al dettaglio, più di 60 in attività manifatturiere e oltre 40 in agricoltura. «Un numero – si spiega nel sito di Save the Children - senza dubbio sottostimato a causa della mancanza, nel nostro Paese, di una rilevazione sistematica in grado di definire i contorni del fenomeno».