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Nel 2018 erano quasi 70,8 milioni le persone in fuga da guerre, persecuzioni e conflitti. Lo rivela il rapporto annuale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) Global Trends, da cui emerge l’aumento delle persone in fuga nel mondo (il numero del 2018 corrisponde al doppio di quello di 20 anni fa).
La pubblicazione contiene anche dati sui bambini e gli adolescenti: nel 2018 un rifugiato su due era minorenne, 111.000 degli under 18 rifugiati erano soli e senza famiglia e circa 27.600 minorenni non accompagnati e separati dalla propria famiglia hanno chiesto asilo. Nello stesso anno, inoltre, l’Uganda ha registrato 2.800 bambini rifugiati di età pari o inferiore a cinque anni, soli o separati dalla propria famiglia.
La cifra di 70,8 milioni registrata dal rapporto è composta da tre gruppi principali: il primo è quello dei rifugiati, ovvero persone costrette a fuggire dal proprio Paese a causa di conflitti, guerre o persecuzioni; del secondo fanno parte i richiedenti asilo, persone che si trovano al di fuori del proprio Paese di origine e ricevono protezione internazionale, in attesa dell’esito della domanda di asilo; il terzo gruppo (il più numeroso, con 41,3 milioni di persone) è quello che include gli sfollati in aree interne al proprio Paese di origine.
Altri dati evidenziano che nel 2018 solo 92.400 rifugiati sono stati reinsediati in un Paese terzo (meno del 7 per cento di quanti sono in attesa), circa 593.800 hanno potuto fare ritorno nel proprio Paese e 62.600 hanno acquisito una nuova cittadinanza per naturalizzazione.