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Solo il 63% dei bambini rifugiati frequenta la scuola primaria, rispetto al 91% su scala globale, mentre gli adolescenti iscritti alla scuola secondaria sono il 24%, a fronte dell’84% nel mondo. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) Stepping Up: Refugee Education in Crisis (Rafforzare l’istruzione dei rifugiati in tempi di crisi).
«Il forte calo della frequenza scolastica da parte dei rifugiati nel passaggio tra la scuola primaria e secondaria – si legge nel sito dell’Unhcr - è il risultato diretto della mancanza di finanziamenti da destinare alla loro istruzione».
Per questo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite esorta i governi, il settore privato, le organizzazioni educative e i donatori a fornire supporto finanziario a una nuova iniziativa per l’istruzione secondaria che si propone di sostenere la costruzione e la ristrutturazione degli edifici scolastici, la formazione degli insegnanti e la distribuzione di aiuti finanziari alle famiglie dei rifugiati.
L’Unhcr chiede inoltre che i rifugiati vengano inclusi nei sistemi educativi nazionali, anziché essere trasferiti in scuole alternative non ufficiali, e che possano seguire programmi di studio riconosciuti durante tutto il ciclo dell’istruzione prescolare, primaria e secondaria: «questo consentirà loro di ottenere un titolo valido per l’accesso all’università o a corsi di formazione professionale superiore».
Il sostegno all’iniziativa per l’istruzione secondaria sarà uno dei punti chiave del prossimo Forum Globale sui Rifugiati, che si terrà a Ginevra il 17 e 18 dicembre 2019.