L’obesità è un fenomeno che riguarda molti bambini, con conseguenze pesanti sulla salute. Il recente approfondimento sul tema pubblicato sul sito della Fondazione Terre des Hommes analizza vari aspetti: fra questi, il legame con la povertà, materiale ed educativa, e l’importanza della prevenzione.
Il testo riporta anche alcuni dati relativi al 2023 ed elaborati da OKkio alla SALUTE, il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità: nell’anno preso in esame i bambini in sovrappeso nella fascia 8-9 anni erano il 19% e quelli con obesità il 9,8%, inclusi i bambini con obesità grave (2,6%). In sintesi, circa un bambino su tre conviveva con un peso eccessivo per la propria età. L’Italia si collocava, così, al quarto posto nella classifica europea per livello di obesità, con le regioni del Sud più esposte al fenomeno.
«L’obesità infantile – si spiega nell’approfondimento - cresce dove crescono povertà e povertà educativa. Una famiglia che fatica ad arrivare a fine mese compra ciò che costa meno e sazia di più, non ciò che nutre meglio. Un quartiere senza spazi verdi sicuri toglie movimento. Una scuola lontana o senza mensa di qualità lascia un vuoto. Per questo l’eccesso di peso va letto insieme alle altre fragilità dell’infanzia: si intreccia con il disagio psicologico, con i disturbi alimentari e, nei contesti familiari più tesi, persino con dinamiche di violenza psicologica».
Da considerare attentamente anche il legame con la salute mentale: «per molti bambini il cibo non è solo nutrimento, ma una forma di compensazione. Un modo per riempire un vuoto, gestire l’ansia, calmare una tensione che non sanno ancora nominare. Mangiare diventa allora una risposta a un dolore che riguarda la mente, non lo stomaco. Questo legame rende ogni approccio puramente “dietetico” insufficiente. Un bambino che mangia per consolarsi non ha bisogno solo di un piano alimentare, ma di un adulto che riconosca cosa sta cercando di placare. Ignorarlo significa intervenire sul sintomo lasciando intatta la causa, e spesso peggiorare il senso di colpa».
Per combattere l’obesità è fondamentale la prevenzione. Per questo occorre garantire cibo sano accessibile, attività motoria a scuola, spazi pubblici sicuri e la riduzione del marketing aggressivo di prodotti ultra-processati rivolto ai bambini. «Ma prevenire significa anche prendersi cura del benessere emotivo. Dove un bambino trova ascolto, relazioni sicure e strumenti per riconoscere le proprie emozioni, il cibo smette di essere l’unica valvola di sfogo disponibile. La scuola è qui un presidio centrale: è dove i bambini trascorrono gran parte della giornata e dove le disuguaglianze di partenza possono essere ridotte invece che amplificate».
Terre des Hommes sottolinea infine la centralità dell’educazione alimentare e di politiche pubbliche serie su cibo, scuola e disuguaglianze.
Si può consultare l’approfondimento sul sito della fondazione.
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