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Rendere visibile la violenza contro i bambini e dar vita ad azioni collettive per contrastarla: è il messaggio lanciato dall'Unicef a fine luglio con la campagna #ENDviolence against children, un'iniziativa rivolta ai cittadini e ai governi di tutto il mondo per combattere un fenomeno che spesso rimane nell'ombra, non ascoltato e non denunciato.

La campagna vuole «sensibilizzare l'opinione pubblica, i media e i decisori politici sull'urgenza di misure idonee ad arginare le diverse dimensioni della violenza, degli abusi e dello sfruttamento che si consumano sulla pelle dei bambini, delle bambine e degli adolescenti», con conseguenze pesantissime sulla loro salute, fisica e psichica.

Per diffondere il messaggio di #ENDviolence against children l'Unicef ha realizzato un video, in cui compare l'attore Liam Neeson, testimonial per l'organizzazione sin dal 1997 e suo ambasciatore da marzo 2011.

Neeson introduce alcune scene che raffigurano la violenza invisibile: «questa è una ragazza di 15 anni e una banda la sta violentando», recita mentre la telecamera riprende un luogo abbandonato. «Questo è un insegnante che colpisce un ragazzo perché gli ha risposto male. Il resto della classe osserva», spiega Neeson in un'altra scena, girata in un'aula scolastica vuota. Lo spot si chiude con queste parole: «solo perché non la vedi, non significa che la violenza contro i bambini non c'è. Rendi visibile quello che è invisibile. Aiutaci, perché la violenza contro i bambini deve scomparire».

In occasione del lancio della campagna l'Unicef ha divulgato una scheda di dati sulle varie forme di violenza che coinvolgono bambini e adolescenti, consultabile sul sito dell'organizzazione.

Secondo i dati dell'Oms, «circa 150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sotto i 18 anni sono stati vittime di episodi di violenza e sfruttamento sessuale nel 2002», si legge nella scheda. Ogni anno, inoltre, «centinaia di migliaia di donne e ragazze vengono comprate e vendute come prostitute o ridotte in schiavitù sessuale», «migliaia di ragazzi e di ragazze sono reclutati in forze armate governative e gruppi ribelli, venendo così esposti ad un elevato rischio di violenza sessuale, fisica, psicologica ed emotiva» e «tra 133 e 275 milioni di bambini sono testimoni di episodi di comportamento violento tra i propri genitori». (bg)