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È dedicato alla situazione dei migranti a Ventimiglia il nuovo report della onlus WeWorld, una fotografia della condizione di adulti, bambini e ragazzi migranti in transito nel territorio al confine tra Italia e Francia che riporta dati e testimonianze dirette raccolte dagli operatori della onlus.
«I minorenni migranti e rifugiati – si spiega nel report, intitolato Ventimiglia: i confini blindati – affrontano viaggi pericolosissimi per cercare protezione in Europa. Durante tutto il percorso corrono gravissimi rischi di sfruttamento, violenza e abuso. Tra questi i minori non accompagnati sono particolarmente vulnerabili in quanto soli e sono più esposti a violenze e soprusi».
Secondo i dati del rapporto, nel 2017 oltre 17.000 minori non accompagnati sono arrivati in Europa; la maggior parte è giunta via mare in Italia, dove il 13% di tutti gli arrivi è costituito da bambini che viaggiano da soli, confermando una tendenza del 2016. I minori stranieri non accompagnati sbarcati nel nostro Paese nel 2018 erano 3.330 al 15 ottobre, 15.779 nel 2017 e 25.846 nel 2016.
La provenienza dei migranti in transito a Ventimiglia è varia, con una prevalenza di arrivi dall’Africa orientale. Circa il 10% sono donne in famiglia o sole, mentre i minori non accompagnati sono il 25% di tutti i migranti che giungono nella città (la maggior parte ha un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, ma ci sono anche bambini più piccoli).
«La maggioranza dei migranti – si legge nel report - ha viaggiato da un minimo di tre o quattro mesi a un massimo di uno o due anni pagando il viaggio da 2.000 a 6.000 euro. Tutti i migranti che sono transitati dalla Libia, compresi i minori, sono stati vittime di maltrattamenti, detenzioni arbitrarie, violenze psicofisiche di ogni genere. Per molti il lungo periplo sembra non aver mai fine e la speranza di aver concluso il viaggio con l’arrivo in Europa è spesso amaramente disillusa».