Nelle 14 città metropolitane italiane circa 142mila bambini e adolescenti – il 10,3% del totale – vivono nelle 158 Aree di disagio socioeconomico urbano individuate dall’Istat. Il 73,5% di loro si trova a Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo, mentre solo a Roma risiedono oltre 30mila 0-17enni. In queste periferie il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa e le disuguaglianze educative e sociali risultano molto più marcate rispetto al resto delle città. Disuguaglianze più evidenti soprattutto nel Sud e nelle Isole. Lo rivela la nuova ricerca di Save the Children I luoghi che contano, una fotografia degli under 18 che vivono nelle periferie da cui emergono forti divari rispetto alle altre aree urbane del nostro Paese.
Secondo i dati dell’indagine, il 15,4% degli studenti delle scuole secondarie ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, una percentuale doppia rispetto alla media delle città metropolitane. Inoltre, il 20,8% dei ragazzi che frequentano l’ultimo anno delle secondarie inferiori è a rischio di dispersione scolastica implicita.
In 37 delle 158 aree fragili il tempo pieno è molto inferiore rispetto alla media cittadina e in 18 aree è completamente assente: 8.813 alunni di 50 scuole primarie non hanno accesso a questo servizio fondamentale.
Il 16,7% degli studenti che frequentano scuole nelle aree vulnerabili dichiara di non avere avuto il materiale scolastico necessario all’inizio dell’anno, mentre il 17,3% ha rinunciato a una gita scolastica per motivi economici.
La ricerca mette in luce differenze importanti anche nelle aspettative per il futuro. Solo il 36,5% dei ragazzi delle scuole delle aree vulnerabili pensa di iscriversi al liceo, contro il 66,9% dei coetanei e che vivono in quartieri meno vulnerabili. Meno di uno studente su quattro si dichiara inoltre pienamente convinto di iscriversi all’università, a conferma di quanto le disuguaglianze territoriali influenzino le possibilità future di bambini e adolescenti, mentre oltre un giovane tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora.
Quasi la metà degli studenti che vive nelle periferie ritiene che il proprio quartiere venga giudicato negativamente dagli altri: il 49,1% dei ragazzi percepisce infatti uno stigma sociale legato al luogo in cui vive.
Altri dati evidenziano che il 12,7% degli under 18 non pratica sport perché troppo costoso, il 19,3% rinuncia a uscire con gli amici per difficoltà economiche e il 16,5% non ha fatto vacanze di più giorni.
Si può consultare la pubblicazione sul sito di Save the Children.
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