Minorenni stranieri soli nel circuito penale, ricerca Iprs

bambino solo che cammina per strada

È dedicata agli under 18 stranieri non accompagnati che entrano nel circuito penale la ricerca I minori stranieri non accompagnati: accoglienza e rischio criminalità. Un report, curata dall’Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali Ets (Iprs) con l’obiettivo di ricostruire le traiettorie nel sistema di accoglienza prima della commissione del reato e il percorso nei servizi della giustizia minorile.

L’indagine - presentata il 24 settembre scorso a Roma, durante il convegno Il monitoraggio della tutela volontaria e la promozione dell’accoglienza familiare dei minori stranieri non accompagnati. Condivisione del percorso svolto – è stata condotta su un campione di 80 minorenni stranieri non accompagnati (msna) presenti nel circuito penale minorile, tutti di sesso maschile e appartenenti a diverse nazionalità, attraverso interviste a operatori di uffici di servizio sociale per i minorenni e di istituti penali minorili, e grazie alla collaborazione del Dipartimento di giustizia minorile e di comunità.

Riguardo alla fase che precede la commissione del reato, dalla ricerca emerge l’effetto particolarmente protettivo dell’accoglienza specializzata realizzata nei Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) minori, che sembrano garantire un presidio educativo capace di contenere - meglio delle Comunità educative e dei Cas minori (Centri di accoglienza straordinaria attivati per garantire la prima accoglienza quando i posti nel sistema ordinario risultano insufficienti) - i rischi a cui sono esposti i minorenni che giungono nel nostro Paese privi di figure di riferimento.

Una volta entrati nella giustizia minorile, i ragazzi attraversano due percorsi molto distinti. «Da un lato – si spiega nella scheda che illustra i risultati del report - circa il 30% accede alla messa alla prova (Map) su livelli analoghi a quelli della popolazione minorile nazionale, e presenta gli indicatori complessivamente più favorevoli. I ragazzi in Map hanno più frequentemente un permesso di soggiorno regolare e bassi tassi di revoca della misura. Dall’altro lato, oltre sei ragazzi su 10 transitano almeno una volta in un Ipm, e quasi la metà vi arriva già in occasione del primo reato, un dato particolarmente significativo se rapportato alla popolazione minorile complessiva: non solo gli ingressi in Ipm degli Msna risultano 16 volte superiori a quelli degli italiani e quasi sei volte superiori a quelli degli stranieri nel loro complesso, ma i loro percorsi sono molto più discontinui, per via dei frequenti trasferimenti da un istituto all’altro, hanno un esito meno positivo e non sono associati a un necessario sostegno dal punto di vista psicologico, sebbene, secondo gli operatori, i minorenni mostrino profili di fragilità importanti in questo ambito».

Secondo quanto evidenziato dal report, inoltre, soltanto sei ragazzi su 80 hanno un tutore volontario effettivamente presente e attivo, indipendentemente dal loro percorso giudiziario. «Un dato che segnala quanto la tutela prevista dalla legge sia ancora lontana dall’essere una componente strutturalmente presente nella vita degli Msna che entrano nel circuito penale. Eppure, proprio il confronto con il dato qualitativo mostra quanto la presenza di un adulto di riferimento possa fare la differenza: quando il tutore è realmente presente e partecipe, gli operatori osservano una maggiore continuità delle relazioni, una migliore adesione al progetto educativo e un più efficace raccordo tra i servizi».

Il confronto con gli operatori della giustizia minorile restituisce soprattutto la grande fatica nella costruzione di progetti educativi. I focus group mettono in luce la difficoltà di questi professionisti nel confrontarsi con situazioni caratterizzate da livelli di complessità elevati e nel trasformare la presa in carico in percorsi educativi, rieducativi, riabilitativi o terapeutici strutturati.

L’indagine si inserisce nell’ambito dei progetti Monitoraggio della tutela volontaria per minori stranieri non accompagnati in attuazione dell’art. 11, legge n.47/2017 e Affido. Promozione dell’accoglienza familiare dei minori stranieri non accompagnati, realizzati dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) e altre realtà.

Si può consultare la scheda che presenta i risultati del report sul sito dell’Agia.

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