Diritti di donne e ragazze nel mondo, Atlante WeWorld

09/01/2026 Tipo di risorsa: Temi: Titoli:
copertina dell'Atlante Claiming Space

S’intitola Claiming Space l’Atlante della onlus WeWorld che fa il punto sullo stato dei diritti di donne e ragazze nel mondo. Il documento raccoglie dati, mappe e analisi provenienti da fonti internazionali, integrati con esempi di buone pratiche realizzate nei 20 Paesi in cui opera la onlus.

L’Atlante della parità di genere mostra un quadro di luci e ombre: da un lato evidenzia progressi concreti e buone pratiche trasformative, dall’altro ricorda che discriminazioni, violenza e barriere strutturali restano diffuse.

La Conferenza di Pechino del 1995, si spiega nel sito di WeWorld, «ha rappresentato un punto di svolta per i diritti delle donne. Ha messo in luce disuguaglianze profonde e definito un’agenda globale condivisa. Da allora, si sono registrati progressi concreti nella partecipazione femminile alla vita educativa, sociale, politica e culturale, ma questi risultati non vanno dati per scontati».

Secondo quanto evidenziato dalla pubblicazione, oggi 162 Paesi hanno leggi che vietano la discriminazione di genere sul lavoro. L’istruzione delle bambine, inoltre, è migliorata: più ragazze frequentano la scuola, conseguono lauree e spesso ottengono risultati migliori dei ragazzi. Ciononostante, «solo il 35% dei laureati STEM è donna, e le barriere restano alte per chi vive in aree rurali, ha disabilità o si trova in contesti di conflitto».

Anche la partecipazione femminile in politica e nella leadership è aumentata: 25 Paesi hanno donne al più alto livello esecutivo e in 18 Paesi una donna ricopre contemporaneamente le cariche di capo di Stato e capo di governo.

Il progresso, tuttavia, non è stato lineare. «Crisi globali come la pandemia di Covid-19, conflitti armati ed emergenze economiche e climatiche hanno rallentato il cammino e ampliato le disuguaglianze. Nel 2024, quasi un quarto dei Paesi ha registrato un contraccolpo ai diritti delle donne. In oltre 25 Paesi in crisi, servizi essenziali come salute materna, pianificazione familiare e protezione dalla violenza sono stati ridotti».

I dati registrano grandi passi avanti anche nel contrasto della violenza di genere, ma il fenomeno rimane diffuso e strutturale. I matrimoni precoci, ad esempio, colpiscono ancora molte bambine, sebbene dal 2003 al 2023 la quota di ragazze costrette a sposarsi prima dei 18 anni si sia ridotta dal 24% al 19%.

Anche sul fronte legislativo si contano importanti traguardi: oggi esistono 1.718 misure legislative operative in 188 Paesi per contrastare la violenza di genere, ma stanno emergendo nuove forme di violenza, comprese quelle facilitate dalla tecnologia, che richiederanno sempre maggiore attenzione.

Secondo l’Atlante, i progressi delle ultime tre decadi – dall’educazione alla partecipazione politica – convivono con segnali di arretramento preoccupanti. Il documento rivela, fra l’altro, che una donna o ragazza su 10 vive in povertà estrema, 119 milioni di ragazze sono ancora fuori dalla scuola e ogni 10 minuti una donna o una ragazza viene uccisa da un partner o un familiare.

Si può consultare la pubblicazione, in inglese, sul sito di WeWorld.

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