Povertà educativa femminile, pubblicati i risultati del progetto “Futura”

04/03/2026 Tipo di risorsa: Temi: Titoli:
copertina della pubblicazione Futura

S’intitola Futura. Protagoniste del domani la pubblicazione di Save the Children che presenta i risultati dell’omonimo progetto pilota promosso dall’organizzazione insieme al Forum Disuguaglianze e Diversità e altre realtà per contrastare la povertà educativa che limita le opportunità di ragazze e giovani donne.

Attivo tra il 2023 e il 2025 nei territori di Roma, Napoli e Venezia, il progetto ha sostenuto 350 ragazze tra i 13 e i 24 anni grazie a piani personalizzati di accompagnamento, reti territoriali e un approccio sperimentale che ha portato alla definizione di raccomandazioni pubbliche per politiche più eque e inclusive. Con un modello innovativo basato sulla dote educativa e sulla presa in carico comunitaria Futura ha messo in rete famiglie, scuole, servizi sociali, associazioni, enti e imprese attive sul territorio per sostenere ragazze e donne in situazione di vulnerabilità.

«La prova sul campo – si legge nel testo - dice che l’approccio funziona quando è davvero integrato: piani personalizzati e attività collettive che allenano competenze e fiducia, e una regia di prossimità che tiene insieme attori e tempi del territorio. Non un catalogo di servizi né un trasferimento indistinto, ma un dispositivo abilitante orientato a risultati verificabili. Due lezioni apprese spiccano. Primo, coprire costi quali trasporti, device e connettività, libri, salute, nido o baby-sitting previene le interruzioni e gli abbandoni. Secondo, la combinazione di supporto multidimensionale è decisiva soprattutto per le giovani madri: quando la cura è assicurata, la continuità formativa raddoppia e la transizione verso il lavoro diventa realistica, con ritorni immediati in termini di equità ed efficienza. Questi effetti, seppur letti su orizzonti di breve periodo, risultano coerenti con l’impianto di monitoraggio e con i riscontri qualitativi di operatori e reti».

Un altro dato che emerge dalla pubblicazione riguarda le comunità educanti. «Dove la rete territoriale era già formalizzata o ha compiuto passi in avanti in termini di patti, governance, nuovi ingressi, l’effetto “abilitante” dei piani è stato più profondo e stabile. Napoli e Venezia hanno mostrato consolidamenti rapidi; a Roma la formalizzazione è avanzata durante il progetto. Il valore della rete sta nella capacità operativa di rimuovere ostacoli (tempi, burocrazia, disallineamenti informativi) e di orchestrare efficacemente beni e servizi per obiettivi condivisi».

Si può consultare la pubblicazione sul sito di Save the Children.

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